Picasso tra Cubismo e Classicismo

Alle Scuderie del Quirinale i capolavori realizzati nel decennio 1915-1925

Artista eclettico, Pablo Picasso attraversa il Novecento, contribuendo alla nascita di avanguardie come il Cubismo, proponendo ritorni al classicismo, creando collages e opere polimateriche, ideando stili pittorici come i periodi “rosa”e “blu”. Partendo dalla vastità e poliedricità del lavoro dell’artista di Malaga la mostra “Picasso. Tra cubismo e classicismo: 1915-1925”, alle Scuderie del Quirinale dal 12 settembre 2017 al 28 gennaio 2018, curata da Olivier Berggruen, concentra l’attenzione sulla fase in cui a lavori ancora cubisti alterna opere realiste e neoclassiche. Si tratta di un periodo nel quale la ricerca cubista si sovrappone ad altre opzioni stilistiche. Il percorso della mostra comprende un centinaio di capolavori tra i quali “Il ritratto di Olga in poltrona”, realistico ritratto del periodo del ritorno alla figurazione tradizionale, “Tre donne alla fontana” con figure femminili monumentali, “Donne che corrono sulla spiaggia”, altro lavoro siglato da arcaismo e monumentalità, “La danza”, tela che mostra una perfetta fusione di cubismo e naturalismo nella raffigurazione di tre ballerini che personificano tre amici di Picasso dei quali due morti tragicamente. La mostra culmina con l’esposizione del sipario di “Parade” a Palazzo Barberini.

 

L’artista. Il percorso formativo di Pablo Picasso inizia all’insegna della tradizionale pittura figurativa. Benché l’artista di Malaga dimostri da subito una mano eccezionale nulla lascia intravedere la rivoluzionaria personalità da straordinario sperimentatore che si manifesterà in seguito. Il suo temperamento lo porta ben presto a far virare la sua pittura verso la monocromia con il cosiddetto “periodo blu”. Il blu è un colore freddo che, secondo la “prospettiva cromatica” scoperta da Giovanni Bellini, allontana le immagini dallo spettatore e viene impiegato da Picasso per conferire una notazione malinconica e desolata ai suoi dipinti. Segue il “periodo rosa” in cui acquistano grande rilievo i personaggi dei circhi, anche essi connotati da accenti tristi. La rivoluzione si compie nel 1907 e si chiama “Les demoiselles d’Avignon”: ispirandosi al primitivismo, all’arte africana e alle ricerche di Cézanne l’artista spagnolo arriva a smontare la realtà e a rimontare i volumi, a ribaltare le idee consolidate di armonia e bellezza. La ricerca spinge Picasso a forzare le abitudini degli spettatori; egli, infatti, dipinge nasi di profilo su volti impostati frontalmente. L’opera mostra “in nuce” quella che sarà l’arte cubista. Si giunge così ai ritratti cubisti che, sebbene mantengano una rassomiglianza con il personaggio effigiato, sono connotati da una scomposizione dell’immagine poi ricompattata a sezioni regolari in una serrata trama di piccoli piani che si incrociano e ai paesaggi a masse squadrate come quelli di Horta de Ebro. Arrivano poi i collages, la cui nascita si fa tradizionalmente risalire al 1912, lavori nei quali lo spagnolo incolla sulla tela carta da parati, ritagli di giornale e disegni “trompe-l’oeil” di finto legno o paglia intrecciata.

Il “furore sovversivo” lascia via via il posto a un ritorno alla classicità e un recupero della costruttività tradizionale, con una monumentalità che rinvia alla scultura greca. Il periodo del ritorno alla tradizione preannuncia una grande opera innovativa, rivoluzionaria che apre al futuro dell’arte. L’ispirazione è dovuta a un tragico episodio di guerra, la distruzione della cittadina spagnola di Guernica da parte dell’aviazione tedesca. Il dramma non è reso in maniera truce con dettagli macabri o con colori violenti come il rosso del sangue ma con un dipinto quasi monocromo (bianchi, grigi, neri) e connotato da una figurazione espressionista ai limiti dell’astrazione. Un caotico insieme di arti e volti urlanti riempie la superficie di un’immensa tela che è anche una energica denuncia della crudeltà della guerra. L’attitudine alla sperimentazione porta l’artista di Malaga a realizzare gli “assemblages“, opere di sorprendente originalità come la “Testa di toro”, lavoro polimaterico formato da un sellino e un manubrio di bicicletta.

FINO AL 21 GENNAIO 2018
Picasso. Tra cubismo e classicismo:1915-1925
Scuderie del Quirinale – via XXIV maggio 16
Orario: da domenica a giovedì dalle 10,00 alle 20,00
venerdì e sabato dalle 10,00 alle 22,30
biglietti: intero 15,00 € ridotto 13,00 €
tutti i biglietti includono l’audioguida in italiano, inglese, francese
ingresso gratuito fino a 18 anni
infoline: +39 06 81100256
e-mail: info@scuderiedelquirinale.it
sito: www.scuderiequirinale.it

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