L’essenziale verità delle cose

 

La Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale ospita la mostra “L’essenziale verità delle cose“, una antologica monografica dedicata a Francesco Trombadori. Sessanta tele, venticinque disegni, cataloghi di mostre e articoli di giornale, direttamente dall’archivio di Villa Strohl-Fern, sono esposti in via Crispi fino all’11 marzo; alla mostra si può associare la visita allo studio personale del pittore, inclusa nel costo del biglietto.

Moderna non è certo l’arte perché rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L’arte, moderna come anche antica, è solo quella che riesce ad esprimere l’essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità …

Le opere esposte sono databili in un periodo che va dal 1915 al 1961, in cui il pittore – romano non di nascita ma d’adozione – ha preso parte al dibattito nazionale sull’arte contemporanea, portando il suo contributo sia nei salotti e nelle riviste, sia nelle gallerie.

Uno dei primi luoghi in cui il nome di Trombadori inizia a circolare è la cosiddetta terza saletta del Caffè Aragno, dove si avvicina alla rivista “Il convito“, periodico di arte e letteratura fondato da Adolfo De Bosis, Gabriele D’Annunzio e Angelo Conti.

Di questo periodo fanno parte le opere “Siracusa mia!” (1919), considerata il punto di arrivo del periodo divisionista, “Il Viale di Villa Strohl-Fern” (1919 circa), che apre alla nuova fase nella pittura di Trombadori e “Alberi controluce” (1920), un raro dipinto di stampo simbolista.

Altro evento importante nella vicenda personale e artistica di Trombadori è la Prima Guerra Mondiale, a ridosso della quale il pittore si avvicina alla rivista “Valori Plastici” di Mario Broglio. Questo è il periodo del realismo magico di Trombadori e della sua riflessione sull’antico e sull’avanguardia di cui dà prova nelle Biennali di Venezia e Roma. Agli anni tra le due Guerre risalgono invece  “Natura morta con piatto olandese e frutta” (1922, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), la “Natura morta con i limoni”, (1923) già in collezione Ugo Ojetti, la “Natura morta con i cavoli” (1925) esposta alla Prima mostra del Novecento italiano nel 1926 e la “Fanciulla Nuda” (1929) in mostra.

 

Sempre più rilevante nell’Avanguardia italiana, parte dell’opera di Trombadori entra a far parte delle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale. Poco dopo, negli anni Trenta, il pittore inizia la sua collaborazione anche con la rivista “Circoli” di Adriano Grande, condividendo la sua esperienza con colleghi del calibro di Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Giacomo Debenedetti, Giuseppe Ungaretti, Marcello Gallian, Alberto Savinio, Umberto Saba, Romano Bilenchi e Rosso di San Secondo. In questo periodo dipinge la “Natura morta con i cavoli rossi, boccale e tela” (1937, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale) e l’altra “Fanciulla nuda” (1934, Collezione della Civica Galleria d’Arte Moderna, Palermo), opere mature, ricche di suggestioni musicali e letterarie. Tra il 1940 e il 1950 Trombadori esegue alcune opere fortemente segnate dal trauma della guerra e dalla difficoltà della ricostruzione; tra queste “Lo sbarco del pilota ferito” (1942, Studio Francesco Trombadori, Villa Strohl-Fern) e “La fabbrica” (1950, Galleria del Premio Suzzara, Mantova). Gli ultimi anni del pittore si svolgono tra il Caffè Greco e Rosati a Piazza del Popolo, dedicati al ritratto della Città Eterna che riproduce in “Colosseo” (1958, Galleria d’Arte Moderna di Roma), “Piazza del Popolo” (1959, Studio Francesco Trombadori, Villa Strohl-Fern) e il “Campidoglio” (1960). Francesco Trombadori muore a Roma il 24 agosto 1961.

 

FINO ALL’11 MARZO 2018
L’ESSENZIALE VERITA’ DELLE COSE

GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA CAPITALE
Via Francesco Crispi 24
Orario: da martedì a domenica ore 10:00 – 18:30 – Chiuso il lunedì
Biglietto: intero: € 7,50 – Ridotto: € 6,50
Infoline: 06 06 08
e-mail: info@galleriaartemodernaroma.it
sito: www.galleriaartemodernaroma.it

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