HIC SUNT LEONES

Benigni l’ha definita una rivoluzione del cuore e della cultura, una bellissima storia della nostra città che ha catturato l’attenzione della stampa internazionale

Siamo stati a lungo al fianco di questo straordinario gruppo di ragazzi che Arene di Roma ha supportato sin  dall’inizio. La  piazza trasteverina strappata al degrado e sempre gremita di gente, anche quando il programma propone film che nessun esercente tradizionale proietterebbe, è una di quelle immagini che resteranno nella storia dell’estate romana, quella ideata da Renato Nicoli, tutta all’insegna della cultura partecipata.

Ho sempre considerato banale definire Piazza San Cosimato come una piazza restituita alla gente. Sono infatti tante le piazze a portata della gente, persino quelle che ospitano il Governo, il Parlamento il Papa, a dire il vero tutte le piazze di questa nostra meravigliosa città sono e resteranno in eterno a disposizione della gente.

Piuttosto, ritengo che i grandi ragazzi del Piccolo America, hanno restituito una piazza alla cultura! Hanno creato un luogo che viene vissuto ogni sera da persone non solo di tutte le età e di qualsiasi ceto sociale, ma anche di ogni passione e orientamento politico.

L’Arena Trastevere ha regalato grandi e intensi momenti di spettacolo offrendo gratuitamente mesi e mesi di cinema all’aperto, decine e decine di incontri con i più grandi registi e attori del nostro tempo. Ma a mio avviso il vero e ormai sempre più raro ed emozionante spettacolo è proprio quello della gente, della partecipazione.

Della prima edizione del cinema in Piazza San Cosimato nel 2014 ricordo soprattutto il mal di schiena. Smontavamo e caricavamo ogni sera lo schermo wind–up e certo non dimentico lo spirito di collaborazione e di comunità che ha sempre caratterizzato questa iniziativa, come ad esempio il regista Ivano di Matteo affannato al mixer che, mentre proiettavamo, regolava in diretta il volume del suo splendido “Barricata San Calisto” che proiettato in questa gremita piazza assumeva un sapore davvero speciale.

Minore la fatica l’anno successivo quando allestimmo un nostro grande e soprattutto fisso schermo. Ma all’inaugurazione le sedie non erano bastate. Ero convinto che il clamoroso successo era dovuto alla presenza di Ficarra e Picone che avevano presentato al folto pubblico il loro film “Il 7 e l’8”. Dissi: «Vedrete che per “Mamma Roma” di Pasolini qualche sedia resterà vuota…». Mi sbagliavo e qualcuno le sedie iniziò a portarle da casa.

Sempre autonomi e indipendenti, dalla terza edizione del 2016 i ragazzi non hanno più avuto la mecessità di ricorrere al nostro aiuto, e sul loro percorso invece di camminare hanno iniziato a correre. Lo schermo divenne quindi gigante, come gigante è stata l’impresa di questi ragazzi. Pardon di questi “Leones”, straordinari legionari della nostra contemporaneità che continuano a rinnovarsi per animare l’estate romana come da anni nessuno era più riuscito a fare.

In questa splendida piazza l’ultima uscita pubblica dell’indimenticabile Ettore Scola che ha fino all’ultimo dato il suo sostegno a questi meravigliosi ragazzi che premiati, insigniti, omaggiati e forti dell’appoggio di tutto il mondo del cinema e della partecipazione della gente, hanno portato avanti la loro avventura dando vita ad una storia esemplare che ha catturato l’attenzione persino del New York Times.

Tutte le storie vedono protagoniste delle persone e quasi sempre sono caratterizzate da battaglie. Ogni battaglia è una sorta di bivio. Ad ogni bivio la realtà si indirizza prendendo forma in un senso o nell’altro.

E le persone che fanno la storia hanno sempre un nome e cognome. E un nome che resterà per sempre e indissolubilmente legato, non solo all’estate romana, ma alla storia d’amore tra il Cinema e Roma è quello di Valerio Carocci: «Eravamo tutti giovani di periferia. Abbiamo sempre faticato a partecipare alla movida notturna. Non eravamo i ragazzi di 20 anni spensierati che al sabato sera bevono birra. Vivevamo di immaginazione, di sogni e di volontà. E dall’immaginazione siamo partiti, ma con i piedi per terra: Trastevere era il rione romano con la più alta concentrazione di sale cinematografiche. Abbiamo mappato tutti i luoghi della cultura abbandonati. Contammo le saracinesche chiuse dei cinema e ci accorgemmo che erano tantissime. Era un gioiello di sala degli anni ’50, con lo schermo curvo, la galleria circolare e l’insegna luminosa. Era un segno della Storia».

Il Cinema America lo occuparono nel 2012 ed essendo non solo puliti e trasparenti, ma carichi di volontà e immaginazione conquistarono tutti. Presto arrivarono registi e attori per sostenere il loro percorso. Orfani dello spazio in via Natale del Grande da cui erano stati sgomberati, si trovarono di fronte ad un primo importante bivio: i Leones dovevano lottare nell’illegalità per combattere questo mondo oppure dovevano combattere nella legalità per cercare di cambiarlo questo mondo?

Nelle istituzioni fortunatamente hanno trovato persone giuste al momento giusto. Mi riferisco in particolare a Sabrina Alfonsi, la presidente del Municipio Roma I Centro. Mi sono infatti imbattuto nel percorso incontrando per la prima volta il giovanissimo leader di questi straordinari ragazzi nella stanza dell’allora assessore alla cultura del primo Municipio Andrea Valeri. La capacità di mettere insieme le persone, di unire le forze, di spingere alla collaborazione, di alimentare le sinergie e di indirizzare gli sforzi, sono qualità sempre più rare, anche se più di altre, in grado di incidere sulla realtà con effetti concreti e duraturi che superano i limiti temporali di un mandato  politico. 

Quel progetto di arena cinematografica a Trastevere rappresenta un valido esempio di come è possibile alimentare la cultura grazie al lavoro sinergico e costruttivo tra associazionismo e istituzioni. 

Sono stati in molti che hanno poi riconosciuto le qualità e il sano e determinato orientamento di questi ragazzi che furono molto sorpresi dal ricevere sostegno anche da parte dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «Non può che considerarsi altamente positivo – ha scritto il presidente in una lettera a loro indirizzata – sotto il profilo della storia e della cultura cinematografica l’impegno di quanti sostengono la presenza diffusa di centri di attività culturale, teatri e sale nei quartieri storici delle nostre città».

Come dicevo, le storie sono fatte di persone e raccontano spesso di battaglie. E non sono poche le battaglie che i Leones hanno combattuto e vinto ruggendo. Da quella con l’Assessore e Vice Sindaco Luca Bergamo che nel 2018 decise di inserire nel Bando dell’Estate Romana anche Piazza San Cosimato. A mio avviso non trovano alcun fondamento le asserzioni che sostenevano che la realizzazione dell’arena estiva in Piazza San Cosimato rappresenterebbe un affidamento diretto che bypassa i bandi. L’organizzare eventi e manifestazioni temporanee comporta una serie di adempimenti, ma sono iniziative private del tutto legittime che rientrano pienamente nell’esercizio dell’associazionismo e della libertà di espressione, tra i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. 

Tutti hanno diritto di richiedere l’occupazione temporanea di suolo pubblico! E questa certo non viene concessa in seguito a Bandi. Il cinema all’aperto a piazza San Cosimato è quindi e senza ombra di dubbio una iniziativa private e non pubblica, realizzata da Arene di Roma nel 2014 e poi dell’Associazione Culturale Piccolo Cinema America negli anni successivi. Non è mai stata una iniziativa di Roma Capitale, alla quale resta ovviamente il pieno diritto di decidere se rilasciare o negare l’occupazione di suolo pubblico.

L’intervento a gamba tesa ha finito solo per scatenare polemiche, giudizi e opinioni contrastanti, come irrilevanti le questioni sugli eventuali giorni a settimana in cui rispettare il silenzio che ad ogni modo potevano essere inserite nelle prescrizioni che condizionino il rilascio dell’occupazione temporanea di suolo pubblico.

Una vera e propria “invasione di campo” dato che il compito del Bando Estate Romana è quello di alimentare e sostenere iniziative, non certo quello di regolare o di cancellare quelle già esistenti. Una decisione del tutto incomprensibile anche perché di fatto determinerebbe una riduzione delle iniziative piuttosto che aumentarle. Insidioso e poco razionale il percorso logico e giuridico che ha negato l’occupazione temporanea di solo pubblico per inserire nel Bando proprio questa piazza che non è mai stata inserita tra i luoghi dell’Estate Romana. Ci sono molte altre piazze che restano deserte, perché invece di valorizzarle le istituzioni pubbliche intervengono castrando un progetto privato che funziona?

A quale principio giuridico risponde la decisione di impedire ad un soggetto privato di realizzare una propria iniziativa su suolo pubblico quando questo ottempera a tutte le normative vigenti, richiede ed ottiene le necessarie autorizzazioni?

Sarebbe decisamente più opportuno domandarsi come mai un gruppo di ragazzi, autonomi e indipendenti riesca ad offrire due mesi di eventi culturali gratuiti mentre molte iniziative finanziate dai fondi stanziati per l’Estate

«Spero che le istituzioni vi continueranno a supportare – dichiarò Benigni – I ragazzi del cinema America stanno cercando di riaprire le porte del sogno, perché solo quelle ci rimangono». E lo stop fortunatamente non è arrivato ed i fatti hanno alimentato il sostegno e non viceversa. Sostegno che non è arrivato solo da attori e registi romani o italiani, da Ferzan Ozpetek a Babak Karimi, da Radu Mihaileanu a Asghar Farhadi fino a Pedro Almodovar, James Ivory e Mathieu Kassovitz in tanti nel tempo sono scesi in campo per sostenere la loro battaglia: «I ragazzi del Cinema America sono uno degli esempi più positivi di realtà giovanile, non solo per Roma, ma per l’Italia intera» si legge nell’appello che ha contribuito a scongiurare lo stop.

Intanto le arene curate direttamente dai ragazzi del Piccolo America diventano 3, oltre a Trastevere il loro Cinema in Piazza arriva alla Cervelletta e al porto di Ostia. Poi arriverà anche il boicottaggio dell’ANEC e chiamare in causa l’Autority Antitrus è più che un ruggito. L’Antitrust infatti aprirà una istruttoria su ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e Anec Lazio per verificare “una presunta intesa restrittiva della concorrenza, consistente in una concertazione volta a ostacolare l’approvvigionamento dei film da parte delle arene a titolo gratuito”.

Su Anica e Anec nazionale non ho alcun elemento, ma non nutro invece alcun dubbio sul fatto che ANEC Lazio abbia cercato di boicottare le arene all’aperto visto che in passato ha tentato di farlo anche per le nosre arene che non erano nemmeno gratuite.  L’ipotesi dell’autorità è che ci sia stata un’azione “concertata, riferibile ad una parte sostanziale dell’industria cinematografica italiana, finalizzata ad orientare le case di distribuzione e/o i loro intermediari a negare i film alle arene a titolo gratuito, o comunque per subordinare il rilascio delle liberatorie a condizioni sempre più stringenti”.

L’intervento dell’Antitrust ha ancora una volta scongiurato un finale amaro per questa splendida storia capitolina tutta all’insegna della cultura partecipata che oltre ad aver attirato l’attenzione della stampa internazionale ha conquistato molti dei protagonisti del mondo dello spettacolo che hanno manifestato apprezzamento e sostegno per l’esperienza di questi ragazzi, in questa nostra Cover Story sui ragazzi del Cinema America ci sembra doveroso concludere riproponendo almeno alcuni dei tanti interventi di celebrità del mondo del cinema intervenute a Trastevere, in quella che grazie a questi straordinari ragazzi è ormai diventata la Piazza del Cinema.

 

Ettore Scola nell’estate 2014 presenta “Brutti, Sporchi e cattivi”

Davvero un gran finale per l’estate 2014 quando Ettore Scola ha presentato  “Brutti, sporchi è cattivi” poi è toccato a Niccolò Ammanniti, Francesca Marciano e Jacopo Antinori con “Io e te”, poi è stata la volta di Matteo Garrone con “L’imbalsamatore”,  Ivano De Matteo con “Gli Equilibristi”, Daniele Vicari e Claudio Santamaria hanno invece presentato “Diaz – Don’t Clean Up This Blood” mentre Marco Tullio Giordana ha introdotto la proiezione di “Quando sei nato non puoi più nasconderti”.

L’Arena di Piazza San Cosimato a Tratevere chiude la stagione 2014 con la proiezione di “Italy in a Day” di Gabriele Salvatores che nel suo intervento annuncia: “Se la sala di Trastevere non riaprirà, riconsegnerò l’Oscar”. 

A piazza San Cosimato Paolo Sorrentino presenta La Grande Bellezza

Il regista Premio Oscar pochi mesi dopo la prima edizione dell’arena estiva aveva tuonato: «Se non riaprono il Cinema America rinuncio alla cittadinanza onoraria di Roma». Finita quella prima estate, anche senza sala e senza piazza i Leones hanno continuato a ruggire tutto l’anno, sfornando cultura nel piccolo forno inutilizzato proprio affianco all’America, ricevuto in comodato d’uso dagli storici proprietari trasteverini. La loro infatti è e prima di tutto e soprattutto una battaglia per la riapertura delle sale dismesse. A differenza di molti, questi ragazzi non si limitano alla testimonianza delle parole, ma agisco con i fatti realizzando cose concrete. 

Roberto Benigni in Piazza San Cosimato per l’omaggio a Massimo Trosi

Intervenuto a Trastevere nell’estate del 2016 per la proiezione del film cult “Non ci resta che piangere“, scritto, diretto ed interpretato da Roberto Benigni insieme al suo compianto amico Massimo Troisi, sulla storia di questi ragazzi Benigni ha parlato di una vera rivoluzione, una rivoluzione del cuore, della cultura: «Pochi luoghi al mondo questa sera sono così allegri come questa piazza».

«Io sono uno di loro – ha gridato alla piazza gremita da migliaia di persone Roberto Benigni – Hanno fatto qualcosa di straordinario, stanno rammendando il quartiere, con le loro azioni, stanno facendo una rivoluzione del cuore, della cultura». 

A Roma sbarcano gli “Schermi Pirata”

Sulle maestose muraglie di Castel Sant’Angelo il 16 maggio del 2015 i ragazzi del Piccolo America hanno proiettato “The Rocky Horror Picture Show” dedicandolo proprio a Pino Oddo, l’indimenticabile fondatore delle Arene di Roma e ancora una volta è documentata la loro protesta apertamente rivolta alla allora Giunta capitolina di centrosinistra: «All’arena di Castel Sant’Angelo in 2000 abbiamo applaudito Pino Oddo di Arene di Roma, scomparso di recente, che salutiamo con affetto ma che il Campidoglio “ringrazia”, dopo anni di duro lavoro, tagliando tutti i fondi alle iniziative su cui per anni quest’uomo ha lavorato valorizzando e animando le piazze di Roma, i monumenti e i parchi».

Nell’ambito degli “Schermi Pirata” decine le proiezioni, tutte con un fiume di gente, alcune epiche come quella di “The Blues Brother” al Foro Italico, di “Pink Floyd: The Wall” all’Isola Tiberina, di “Across the Universe“con le persone sedute sule scalinate della facoltà di ingegneria a ridosso del Chiostro di San Pietro in vincoli, fino a quella che entra di diritto nella storia del cinema: l’anteprima assoluta di un film su uno schermo pirata “Una storia sbagliata” di Tavarelli al Giardino degli Aranci.

Casal Palocco: l’incursione nel Drive-in più grande d’Europa

Di grandissima partecipazione anche l’iniziativa estemporanea che ha permesso di riaprire il Drive-in a Casal Palocco, il più grande d’Europa, senza dimenticare le proiezioni nell’ex carcere minorile di San Michele e di quelle senza audio, ma con le sole cuffie sugli Scaloni di Viale Glorioso a Trastevere per l’Omaggio a Sergio Leone alla presenza di Ennio Morricone.

E nel percorso di legalità i ragazzi partecipano e vincono il Bando per il dismesso ex Cinema Induno, sempre in Trastevere:  «Abbiamo appena firmato il contratto per la concessione del Cinema Troisi. Ci sono voluti 1879 giorni da quando la sala è stata abbandonata e 653 giorni da quando l’abbiamo vinta ad un bando pubblico di Roma Capitale, priva di qualsiasi certificazione. Siamo stati quasi in ogni ufficio di questa città, abbiamo portato a termine la prima regolarizzazione urbanistica e catastale di un immobile del Comune, abbiamo effettuato indagini statiche sull’intera struttura e sanato abusi fatti da altri, abbiamo poi autorizzato il nostro progetto di restauro e risanamento conservativo ai Vigili del Fuoco, alla Commissione di Pubblico Spettacolo ed alla Soprintendenza di Stato. Ci siamo ritrovati sommersi da protocolli, PEC, marche da bollo e depositi cauzionali. È vero, abbiamo tre anni in più, ma eccoci qua, ancora insieme per la presa in consegna della nostra prima Sala Cinematografica».

Il restauro e il recupero della Sala Toisi ‘ex-cinema Induno

E nel percorso di legalità i ragazzi del Piccolo America partecipano e vincono il Bando per il dismesso ex Cinema Induno, sempre in Trastevere:  «Abbiamo appena firmato il contratto per la concessione del Cinema Troisi. Ci sono voluti 1879 giorni da quando la sala è stata abbandonata e 653 giorni da quando l’abbiamo vinta ad un bando pubblico di Roma Capitale, priva di qualsiasi certificazione. Siamo stati quasi in ogni ufficio di questa città, abbiamo portato a termine la prima regolarizzazione urbanistica e catastale di un immobile del Comune, abbiamo effettuato indagini statiche sull’intera struttura e sanato abusi fatti da altri, abbiamo poi autorizzato il nostro progetto di restauro e risanamento conservativo ai Vigili del Fuoco, alla Commissione di Pubblico Spettacolo ed alla Soprintendenza di Stato. Ci siamo ritrovati sommersi da protocolli, PEC, marche da bollo e depositi cauzionali. È vero, abbiamo tre anni in più, ma eccoci qua, ancora insieme per la presa in consegna della nostra prima Sala Cinematografica».

Author: Massimo Gazzè

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