DUEMILADICIOTTO
Un anno speciale per la cultura

L’anno europeo del patrimonio culturale

Il 2018 metterà in evidenza la ricchezza del patrimonio culturale europeo, evidenziandone il ruolo nella promozione di un sentimento condiviso di identità e nella costruzione del futuro dell’Europa

«Il patrimonio culturale è al centro del modello di vita europeo – ha dichiarato Tibor Navracsics il Commissario per l’Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport – Definisce chi siamo e crea un senso di appartenenza. Il patrimonio culturale non è fatto solo di letteratura, arte e oggetti, ma anche dei saperi artigianali tramandatici, delle storie che raccontiamo, del cibo che mangiamo e dei film che vediamo. È necessario preservare il nostro patrimonio culturale e farne tesoro per le generazioni future. Quest’anno di celebrazioni sarà un’eccellente occasione per incoraggiare le persone, in particolare i giovani, a esplorare la ricca diversità culturale europea e a riflettere sul ruolo che il patrimonio culturale riveste nelle nostre vite. Il patrimonio culturale ci consente di comprendere il passato e di costruire il futuro».

Lo scopo dell’Anno europeo del patrimonio culturale è quello di sensibilizzare all’importanza sociale ed economica del patrimonio culturale. Migliaia di eventi e iniziative in tutta Europa offriranno la possibilità di coinvolgere cittadini provenienti da tutti i contesti. L’obiettivo è raggiungere un pubblico più ampio possibile, in particolare i bambini e i giovani, le comunità locali e coloro che raramente entrano in contatto con la cultura, al fine di promuovere un comune senso di responsabilità.

Progetti e iniziative attuati negli Stati membri, nei comuni e nelle regioni dell’UE saranno integrati con progetti transnazionali finanziati dall’Unione. La Commissione, ad esempio, organizzerà con gli Stati membri le “Assises du Patrimoine” come evento faro dell’Anno europeo del patrimonio culturale al fine di avviare i lavori su un piano d’azione a lungo termine dell’UE per la cultura e il patrimonio culturale, tra l’altro discusso dai leader dell’Unione Europea a Göteborg lo scorso 17 novembre.

Secondo una recente indagine Eurobarometro, 8 europei su 10 ritengono che il patrimonio culturale sia importante non solo a livello personale, ma anche per la propria comunità, la propria regione, il proprio paese e per l’UE nel suo insieme. Un’ampia maggioranza di cittadini è fiera del patrimonio culturale, sia esso situato nel proprio paese o nella propria regione, o in un altro paese europeo.

Più di 7 cittadini europei su 10 ritengono anche che il patrimonio culturale possa migliorare la qualità della vita. L’indagine dimostra anche che 9 europei su 10 pensano che il patrimonio culturale dovrebbe essere oggetto di insegnamento nelle scuole. Tre quarti dei cittadini ritengono che siano in primo luogo gli Stati membri e l’UE a dover destinare maggiori risorse per tutelare il patrimonio culturale europeo.

Dai siti archeologici all’architettura contemporanea, dai castelli medievali alle tradizioni popolari fino alle arti, il patrimonio culturale dell’Europa è il cuore pulsante dell’identità e della memoria collettiva dei cittadini europei.

È inoltre fonte di crescita economica e occupazione nelle città e nelle regioni ed è determinante per gli scambi dell’Europa con il resto del mondo. Nell’UE 7,8 milioni di posti di lavoro sono indirettamente collegati al patrimonio culturale. oltre 300 000 persone sono impiegate nel settore e quasi la metà dei 453 siti inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO è ubicata nel territorio europeo.

Per queste ragioni, in particolare in un momento in cui i tesori culturali sono minacciati e deliberatamente distrutti nelle zone di conflitto, la Commissione ha ritenuto che il patrimonio culturale meritasse un Anno europeo nel 2018. La decisione del Consiglio e del Parlamento europeo di designare il 2018 Anno europeo del patrimonio culturale, basata sulla proposta della Commissione del 30 agosto 2016 è stata adottata lo scorso 17 maggio 2017.

L’Anno Europeo del Patrimonio Culturale è stato lanciato durante il Forum europeo della cultura, un importante evento biennale organizzato dalla Commissione europea, che aumenta la visibilità della cooperazione culturale europea, riunisce i principali attori del settore, fa il punto sull’attuazione dell’Agenda europea per la cultura, promuove il dibattito sulla politica e sulle iniziative culturali dell’UE.

Oltre a varare l’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 il Forum ha anche riflettuto sul ruolo della cultura nell’affrontare le sfide a livello europeo e globale e sul contributo della cultura e della creatività allo sviluppo socioeconomico locale e regionale.

 

Al Museo per un anno con soli 5 euro

La nuova card per i residenti, prima grande novità con cui Roma
si prepara a celebrare l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale

«Una grande opportunità per chi vive a Roma. Avere la possibilità di entrare nei musei e visitare liberamente le mostre, al solo costo di 5 euro l’anno, vuol dire potersi riappropriare degli spazi culturali cittadini, vuol dire sentirsi a casa in tutta Roma – ha dichiarato Virginia Raggi la Sindaca di Roma  – Mi auguro che questo strumento permetta a chi vive nella Capitale di trascorrere più tempo nei luoghi della cultura, per conoscere, scoprire e approfondire l’immenso patrimonio storico e artistico così come la vita culturale contemporanea della nostra città».

La prima grande novità annunciata per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale partirà dalla primavera del 2018: i cittadini residenti a Roma, permanenti e temporanei, potranno acquistare la nuova tessera MIC che per soli 5,00 euro permetterà di entrare illimitatamente per 12 mesi in tutti i siti del sistema Musei in Comune, incluse le mostre temporanee.

«Questo è un passo decisivo verso l’accessibilità e la fruibilità della cultura per chi vive a Roma – ha commentato Luca Bergamo il Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale – I nostri Musei sono e saranno sempre di più delle grandi piazze pubbliche, dei luoghi in cui dare qualità al proprio tempo insieme agli altri. L’obiettivo è generare curiosità nelle persone, offrirgli l’occasione di passare diversamente anch- ha dichiarato e solo una parte della propria giornata e attrarre sempre più coloro che normalmente hanno minori opportunità di accesso a questi luoghi. Dobbiamo essere tutti grati alla Sovrintendenza Capitolina per il lavoro che ogni giorno fa il cui successo é la condizione che ha reso possibile l’introduzione di questa libertà».

La campagna di lancio della nuova tessera MIC partirà dalla primavera del 2018, anche attraverso le Biblioteche di Roma, sarà diffusa sul tutto il territorio e avrà particolare attenzione verso le comunità di stranieri e italiani di seconda generazione residenti in città, individuando strumenti e proposte che possano rendere attraente il nostro sistema museale ai tanti nuovi cittadini della Capitale.

La novità che facilita l’accesso e promuove la fruizione dei Musei è stata inserita in un emendamento alla delibera propedeutica al Bilancio 2018-2020 che fissa i costi per i “servizi pubblici a domanda individuale”, introdotto dalla Giunta e approvato in Assemblea Capitolina. «Questo emendamento congiunto Assessorato alla Crescita Culturale e Commissione Cultura segna un traguardo importante per l’Amministrazione e per i cittadini, che liberamente e per tutto l’anno potranno godere della ricca e viva offerta culturale della nostra città – aggiunge Eleonora Guadagno la Presidente della Commissione Cultura – Abbiamo dimostrato che è possibile concretizzare quello che è scritto nell’articolo 27 della Dichiarazione Universale dei diritti umani: ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici Vogliamo che chi vive a Roma possa riscoprire nei musei dei veri e propri centri di incontro, scambio e aggregazione».

I Musei interessati dall’iniziativa sono: Musei Capitolini, Museo dell’Ara Pacis, Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano, Museo di Roma, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Museo della Centrale Montemartini, Musei di Villa Torlonia, Museo di Zoologia, che vanno ad aggiungersi a quelli che già oggi sono a ingresso completamente gratuito: Museo Napoleonico, Museo di scultura antica Giovanni Barracco,  Museo Carlo Bilotti, Museo Canonica, Museo delle Mura, Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina, Villa di Massenzio e Museo di Casal de’ Pazzi.

 

DOMANDE E RISPOSTE
SULL’ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Cosa si intende per patrimonio culturale?

Il patrimonio culturale consiste nelle risorse culturali e creative, materiali o immateriali, il cui valore per la società è stato pubblicamente riconosciuto al fine di preservarle per le future generazioni. Rientrano nel patrimonio culturale siti naturali, edificati e archeologici, musei, monumenti, opere d’arte, città storiche, opere letterarie, musicali, audiovisive e digitali e le conoscenze, le pratiche e le tradizioni dei popoli europei.

Non tutti i prodotti artistici, creativi, storici e dell’espressione culturale possono essere considerati patrimonio. Il patrimonio culturale è una selezione di tali prodotti che si ritiene meritevole di essere trasmessa alle future generazioni.

Ogni paese ha il proprio quadro per designare il patrimonio culturale, ma tutti prevedono che il primo passo consista nell’identificarne il valore per la società e nel riconoscere pubblicamente tale status. Ciò può avvenire in diversi modi, a livello nazionale, regionale o locale, anche mediante l’inserimento in un elenco ufficiale o in una raccolta nazionale.

Quanto è ricco il patrimonio culturale europeo?

L’Europa è rinomata nel mondo per le ricche e diversificate espressioni culturali e creative, che comprendono siti naturali, edificati e archeologici, musei, monumenti, opere d’arte, città storiche, opere letterarie, musicali e audiovisive, inclusi il patrimonio cinematografico e le conoscenze, pratiche e tradizioni dei popoli europei.

Tale patrimonio è stato riconosciuto in particolare dall’UNESCO. Quasi metà (453) dei siti inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO è ubicata nel territorio europeo. Nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO figurano 89 elementi, un quarto del totale appartenenti all’UE.

Esistono 31 itinerari culturali certificati dal Consiglio d’Europa che attraversano più di 50 paesi europei ed extraeuropei e la rete dei 27 000 siti protetti Natura 2000, di cui fa parte il ricco patrimonio naturale europeo, copre il 18% della superficie terrestre e quasi il 6% della superficie marina dell’UE.

Qual è il valore economico del patrimonio culturale europeo?

Più di 300 000 persone sono impiegate nel settore del patrimonio culturale dell’UE. Nell’UE 7,8 milioni di posti di lavoro sono indirettamente collegati al patrimonio culturale. Ciò significa che per ogni posto di lavoro diretto, il settore del patrimonio culturale ne produce 26,7 indiretti. Questo dato va confrontato con i 6,3 posti di lavoro indiretti creati per ciascun posto diretto nell’industria automobilistica, per esempio.

Si stima che i servizi ecosistemici (mitigazione dei cambiamenti climatici, depurazione dell’acqua, turismo e attività ricreative ecc.) forniti dai siti del patrimonio naturale europeo della rete Natura 2000 abbiano un valore di circa 200-300 miliardi di euro all’anno.

Secondo una nuova indagine Eurobarometro pubblicata di recente dalla Commissione, il 68 % degli europei ritiene che la presenza del patrimonio culturale possa influenzare la scelta della destinazione per le vacanze.

Quali sono i risultati principali della nuova indagine Eurobarometro sul patrimonio culturale?

Alcuni dei principali risultati dell’indagine Eurobarometro sono:

  • un’ampia maggioranza ritiene che il patrimonio culturale sia importante a livello personale ma anche per la propria comunità, la propria regione, il proprio paese e per l’UE nel suo complesso;
  • la maggior parte degli intervistati ritiene che le autorità pubbliche dovrebbero destinare maggiori risorse al patrimonio culturale e che le autorità pubbliche, tra cui l’UE, dovrebbero avere un ruolo principale nella protezione del patrimonio culturale;
  • la maggior parte degli europei afferma di vivere in prossimità di siti o monumenti storici, ma solo poco più della metà ha un certo coinvolgimento personale nell’ambito del patrimonio culturale;
  • gli intervistati affermano di avere fruito di varie forme di patrimonio culturale negli ultimi 12 mesi, ma la mancanza di tempo è citata come l’ostacolo più comune all’accesso ai siti o alle attività legate al patrimonio culturale, seguita dal costo e dalla mancanza di interesse;
  • un’ampia maggioranza è fiera del patrimonio culturale, che ritiene possa migliorare la qualità della vita e il senso di appartenenza all’Europa.

 Perché un Anno europeo del patrimonio culturale?

L’obiettivo dell’Anno europeo del patrimonio culturale – l’unico anno tematico organizzato dalla Commissione Juncker – è sensibilizzare in merito all’importanza sociale ed economica del patrimonio culturale e celebrare la ricchezza e la diversità culturali dell’Europa.

Il patrimonio culturale avvicina le persone e contribuisce a rendere più coese le società. È un impareggiabile catalizzatore di interazioni tra persone di età, contesti sociali, culture e paesi diversi. A livello locale favorisce la coesione sociale e l’integrazione mediante, ad esempio, la riqualificazione di zone degradate.

È fonte di crescita economica e occupazione nelle città e nelle regioni ed è determinante per gli scambi dell’Europa con il resto del mondo.

Due dei dieci temi principali dell’Anno europeo saranno incentrati sulla gioventù e sulle scuole. Le iniziative comprenderanno attività di sensibilizzazione sostenute da un insieme di strumenti relativi al patrimonio culturale destinati alle scuole, la possibilità per i giovani di aiutare a preservare o ripristinare il patrimonio culturale come volontari e il coinvolgimento dei social media attraverso un concorso fotografico su Instagram.

L’Anno europeo del patrimonio culturale promuoverà inoltre modi innovativi per preservare, gestire e riutilizzare il patrimonio europeo, anche mediante meccanismi di governance partecipativa che coinvolgano le comunità locali.

Quali sono i paesi partecipanti all’Anno europeo del patrimonio culturale?

Partecipano tutti i 28 Stati membri dell’UE e tutti hanno nominato coordinatori nazionali responsabili dell’organizzazione degli eventi e delle altre attività. Tutti i paesi terzi che partecipano al programma Europa creativa saranno inoltre invitati ad aderire all’Anno europeo. Attività di sensibilizzazione si svolgeranno anche in tutto il mondo, con l’aiuto delle delegazioni dell’UE. Ad esempio, la delegazione UE in Giappone intende pubblicare un calendario dedicato all’Anno europeo del patrimonio culturale e quella in Messico sta allestendo una mostra sul patrimonio culturale europeo.

Quali attività sono previste durante l’anno?

L’Anno europeo del patrimonio culturale è attuato mediante una serie di iniziative a livello europeo, nazionale, regionale e locale. In tutta Europa sono previste migliaia di manifestazioni e celebrazioni. L’edizione speciale 2018 delle Giornate europee del patrimonio conterà da sola più di 70 000 eventi. Progetti e iniziative attuati negli Stati membri, nei comuni e nelle regioni dell’UE saranno integrati con progetti transnazionali finanziati dall’Unione.

Come scoprire gli eventi nella propria zona?

Le informazioni sui principali eventi organizzati in ciascuno Stato membro sono disponibili sul sito web dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Ulteriori informazioni saranno disponibili attraverso appositi siti web degli Stati membri o tramite i coordinatori nazionali dell’Anno europeo.

In che modo l’Anno europeo del patrimonio culturale raggiungerà le persone provenienti da contesti svantaggiati o coloro che normalmente non sono coinvolti in attività culturali?

Lo scopo dell’Anno europeo del patrimonio culturale è rendere il patrimonio culturale accessibile a tutti, anche per mezzo di strumenti digitali, attraverso l’eliminazione delle barriere sociali, culturali e fisiche e tenendo conto delle persone con particolari esigenze. Le attività organizzate nel corso dell’anno sensibilizzeranno all’importanza del patrimonio culturale europeo mediante l’istruzione e l’apprendimento permanente, con un’attenzione particolare a bambini e giovani, comunità locali e coloro che raramente sono in contatto con la cultura. In particolare, nel quadro dell’edizione speciale delle Giornate europee del patrimonio di questo Anno europeo, che all’inizio dell’autunno avvicinano milioni di visitatori al patrimonio culturale locale, sono previste attività di sensibilizzazione specifiche. Sono previste inoltre attività nelle scuole nell’ambito dell’iniziativa europea “Patrimonio culturale a scuola: i bambini alla scoperta delle tradizioni e dei tesori europei più preziosi” (cfr. oltre).

Qual è la dotazione totale per l’Anno europeo del patrimonio culturale?

È stata stanziata una dotazione di 8 milioni di euro, che servirà principalmente a finanziare progetti transnazionali mediante un apposito invito a presentare proposte nell’ambito del programma Europa creativa, che sostiene i settori culturale e creativo europei mediante tre diverse sezioni. Con un totale di 5 milioni di euro, l’invito a presentare proposte finanzierà fino a 25 progetti transnazionali atti a promuovere gli obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale.

Nel 2018 i progetti nel settore del patrimonio culturale saranno sostenuti anche mediante altri programmi e politiche dell’UE. Ad esempio:

  • il programma di lavoro 2018-2020 di Orizzonte 2020 offrirà finanziamenti ai progetti relativi al patrimonio culturale per un valore di oltre 100 milioni di euro;
  • attraverso la rete Natura 2000 avrà luogo una serie di iniziative ed eventi sul patrimonio naturale;
  • saranno presentati e promossi il turismo culturale e gli itinerari culturali;
  • progetti locali che contribuiscono alla comprensione, da parte dei cittadini dell’Unione, della sua storia e della sua diversità saranno finanziati mediante il programma “Europa per i cittadini”;
  • il programma Erasmus+ sosterrà azioni di mobilità e inclusione sociale;
  • circa 6 miliardi di euro sono stati resi disponibili per la cultura e il patrimonio culturale nell’ambito del Fondo di coesione per il periodo 2014-2020.

Come garantirà la Commissione l’eredità dell’Anno europeo del patrimonio culturale?

Affinché gli sforzi dell’UE lascino un’impronta anche dopo il 2018, la Commissione, in collaborazione con il Consiglio d’Europa, l’UNESCO e altri partner, intende gestire progetti a lungo termine imperniati su 10 temi principali. Tra queste iniziative rientrano attività in collaborazione con istituti scolastici, progetti di ricerca sulle soluzioni innovative per il riutilizzo degli edifici di interesse culturale e la lotta al traffico illecito di beni culturali. L’obiettivo è contribuire a innescare un autentico cambiamento nella modalità di fruizione, tutela e promozione del patrimonio culturale, assicurando che l’Anno europeo apporti vantaggi ai cittadini in una prospettiva a più lungo termine.

Le 10 iniziative europee corrispondono a quattro principi che definiscono il patrimonio culturale europeo nella sua essenza: partecipazione, sostenibilità, protezione e innovazione.

Quali sono gli esempi di progetti a livello dell’UE?

Esistono numerosi progetti e iniziative paneuropei per celebrare il patrimonio culturale dell’Europa, in particolare:

  • il premio dell’Unione europea per il patrimonio culturale/premio Europa Nostra, varato nel 2002 dalla Commissione europea e organizzato da Europa Nostra. È il premio europeo più prestigioso nel settore del patrimonio culturale e celebra e promuove le migliori pratiche relative alla conservazione, alla gestione, alla ricerca, all’istruzione e alla comunicazione nell’ambito del patrimonio culturale;
  • l’iniziativa delle capitali europee della cultura, varata nel 1985 e divenuta uno dei progetti culturali più ambiziosi e più noti dell’Unione europea, offre ai cittadini europei l’occasione di incontrarsi e di scoprire la grande varietà culturale del nostro continente e di guardare con occhi nuovi alla nostra storia e ai nostri valori comuni;
  • il marchio del patrimonio europeo, che viene assegnato a siti selezionati che simboleggiano gli ideali, i valori, la storia e l’integrazione europei.

In generale, quali finanziamenti sono disponibili a livello dell’UE per il patrimonio culturale?

Nell’ambito dell’attuale quadro finanziario, un’ampia gamma di programmi di finanziamento dell’UE offre sostegno al patrimonio culturale. Tale sostegno va al di là dell’Anno europeo del patrimonio culturale del 2018.

Il patrimonio culturale è uno dei principali settori che beneficiano del programma Europa creativa. Tra il 2014 e il 2017 circa 27 milioni di euro sono stati dedicati a progetti legati al patrimonio culturale e hanno finanziato un totale di 67 iniziative. Ciò va a integrare i finanziamenti disponibili per i settori culturale e creativo e per il patrimonio culturale attraverso il Fondo di coesione e per la ricerca nel settore del patrimonio culturale nell’ambito del programma Orizzonte 2020 (cfr. sopra).

Tra il 2007 e il 2013 l’UE ha investito 4,4 miliardi di euro in progetti sul patrimonio culturale finalizzati allo sviluppo regionale e allo sviluppo rurale e circa 100 milioni di euro nella ricerca nel settore del patrimonio culturale.

La Commissione europea ha pubblicato una mappatura delle azioni riguardanti il patrimonio culturale nelle politiche, nei programmi e nelle attività dell’UE, che fornisce una panoramica delle opportunità di finanziamento per i programmi dell’UE relativi al patrimonio culturale.

Quali sono le competenze dell’UE in relazione al patrimonio culturale?

L’articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea afferma che l’Unione europea “rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”.

L’articolo 167 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea stabilisce che “L’Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune”.

Il ruolo dell’Unione europea è pertanto di sostenere e completare l’azione degli Stati membri nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio culturale europeo. La Commissione ha messo a punto una serie di politiche e programmi per sostenere e promuovere la collaborazione strategica tra gli Stati membri e le parti interessate nel settore del patrimonio culturale. Nel periodo 2014-2020 il programma Europa creativa sostiene con 1,46 miliardi di euro i settori culturale e creativo europei attraverso tre linee d’azione:

  • il programma Cultura sostiene i progetti di collaborazione transfrontaliera, le reti culturali, le capitali europee della cultura e una serie di premi;
  • il programma MEDIA sostiene la distribuzione di film europei;
  • lo strumento di garanzia per i settori culturale e creativo è un meccanismo finanziario che funge da assicurazione per le banche che offrono finanziamenti alle industrie del settore culturale e creativo. 

Pagina a cura di Massimo Gazzè
Foto and Video © European Union, 2018

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