Tutto quel Buio

Uno dei pregi dei gialli di Cristiana Astori è quello di aver concentrato il mistero all’interno di pellicole perdute di film “maledetti” o ingiustamente dimenticati. Più vero del vero. Più falso del vero. Una sorta di (docu)fiction su una controstoria del cinema.

Non fa eccezione l’ultimo giallo di Astori, Tutto quel buio, dove ritroviamo Susanna Marino, una studentessa squattrinata laureata in cinema, ma anche detective cinefila, che viene incaricata da un misterioso collezionista torinese di ritrovare una preziosa pellicola degli anni Venti, scomparsa durante l’occupazione nazista.

Il regista è l’ungherese Károly Lajthay, il titolo Drakula halála. Si dice infatti che sia questo, e non il Nosferatu di Murnau, il primo film in cui compare il personaggio di Dracula di Bram Stoker; nessuno però è mai riuscito a trovarlo, o, se l’ha fatto, non l’ha potuto raccontare.

La pellicola pare infatti maledetta e una mano misteriosa uccide chiunque tenti di venirne in possesso. Una volta giunta a Budapest, Susanna dovrà muoversi in una città dalle atmosfere espressioniste, tra tetti acuminati e oscuri sotterranei, in mezzo a cacciatori di pellicole privi di scrupoli, poliziotti sospettosi e ambigui musicisti noise, lungo una pista di sangue che affonda le radici in un tragico passato.

E la piccola rassegna collegata alla presentazione del volume non poteva sottrarsi a mostrare alcune chicche vampiresche cinetecarie. Più buio del buio…

VENERDI 30 MARZO 2018

Ore 19.00 Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau (1922, 81′)
«Scritto da Henrick Galeen che s’ispirò liberamente al romanzo Dracula (1897) di Bram Stoker, cambiando nomi e posti per non pagare i diritti d’autore: dal suo castello nei Carpazi il vampirico conte Orlok, chiuso nel suo sarcofago, si fa trasportare nel 1838 a bordo di una nave al porto di Brema dove si diffonde la peste. […] È il più grande film vampiresco di tutti i tempi. Senza ricorrere alla manipolazione dello spazio, tipica dell’espressionismo, Murnau sceglie la concretezza e il rischio degli scenari naturali, ricorrendo a mezzi più specificamente cinematografici (angolazioni, montaggio, immagini in negativo, ecc.) e a una fitta rete di richiami metaforici e simbolici. Nella sua complessità si presta a diverse letture in chiave psico-sociologica, metafisico-esistenziale, romantico-dostoevskiana, psicoanalitica» (Morandini).
Ore 20.30 Incontro moderato da Steve Della Casa con Cristiana Astori
Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume Tutto quel buio (Elliot, 2018).
a seguire Nosferatu, il principe della notte di Werner Herzog (1979, 97′)
Harker (Bruno Ganz) va al castello del conte Dracula (Klaus Kinski) per trattare l’acquisto di una casa. Tutti cercano di fargli cambiare idea, ma lui non ha paura né dei vampiri né dei misteri. Dracula assale Harker, ne fa un vampiro e decide di sedurgli anche la moglie (Isabelle Adjani). La donna (che conosce le debolezze dei vampiri) riesce a intrattenere Nosferatu fino all’alba e ne causa così la morte. «Omaggio al capolavoro muto (1922) di Murnau, non è un film dell’orrore né del terrore: raggiunge il fantastico con le immagini della realtà e per virtù di stile, con l’uso della luce. Del suo eroe, incarnazione del Male, Herzog sottolinea la profonda, insondabile tristezza; della sua triplice qualità di Morto Redivivo, Stregone ed Entità Diabolica privilegia la prima. […] Un Kinski insolitamente sobrio e una sonnambolica, esangue Adjani» (Morandini).

Versione in lingua inglese


 

SABATO 31 MARZO 2018

Ore 17.00 Nosferatu a Venezia di Augusto Caminito (1988, 97′)
«Disastroso quasi-sequel del Nosferatu di Werner Herzog interpretato dallo stesso Kinski con un parruccone in testa che si agita per le calli veneziane, già pronto al suo kolossal suicida Paganini e diretto dal produttore di questo, il povero Augusto Caminito. Caminito raccatta un minimo accettabile cast con Christopher Plummer come ammazza-vampiri, Donald Pleasance come prete e Barbara De Rossi come bella di turno un po’ nuda. La sola idea che tira fuori è ambientare il tutto ai giorni nostri in una Venezia da carnevale demichelisiano. E poi presentare il film come sciagurata chiusura proprio dal Festival di Venezia. Tanto i più se ne erano andati. […] Abbastanza trash. Luigi Cozzi cura alcuni effetti speciali e gira molte scene con Kinski nella seconda unità del film. Secondo e ultimo film diretto dal produttore Augusto Caminito. […] Uscito in Germania come Nosferatu in Venedig. Frase di lancio: “Soltanto l’amore di una donna vergine poteva ucciderlo. La leggenda maledetta continua… a Venezia» (Giusti).
ore 19.00 Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!! di Paul Morrissey (1974, 99′)
Nella Romania degli anni Venti il Conte Dracula pretende sangue di vergine per rimanere in vita. Ma le ragazze cominciano ad avere rapporti sessuali a un’età talmente giovanile che è costretto a emigrare all’estero. Sceglie l’Italia, convinto che un Paese cattolico sia pieno di vergini. Niente di più sbagliato. Il vampiro dovrà fronteggiare un manovale comunista, nemico dell’aristocrazia. Ultima interpretazione di Vittorio De Sica. «Il ruolo di Antonio Margheriti [rispetto al coevo Il mostro è in tavola… barone Frankestein, n.d.r.], in questo caso, fu ancora più ridotto. Morrissey (con Pat Hackett, co-sceneggiatore non accreditato) dosa con mano più leggera – anche se il concetto è relativo – la parodia dell’horror, il revisionismo culturale con allegoria della lotta di classe, l’umorismo macabro (memorabili i conati di vomito del vampiro quando beve sangue infetto) e il gusto camp, evidente negli strampalati accostamenti del cast. La fotografia di Luigi Kuveiller e le musiche di Claudio Gizzi suggeriscono malinconie autunnali, mentre gli effetti speciali di Carlo Rambaldi sono inverosimili e gustosamente splatter. Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva uno strano fascino. Roman Polanski è il contadino nella taverna» (Mereghetti).
Ore 21.00 Il conte Dracula di Jess [Jesús] Franco (1970, 98′)
Il giovane Jonathan Harker (Fred Williams) da Londra si reca in Transilvania per vistare un cliente della sua agenzia immobiliare, il Conte Dracula (Christopher Lee), interessato all’acquisto di alcune proprietà. Il Conte in realtà è un feroce vampiro. È noto come l’adattamento cinematografico più fedele del Dracula di Bram Stoker, nel quale il celebre vampiro ringiovanisce progressivamente man mano che preda le sue vittime. Si tratta dell’ultimo film girato da Franco per il produttore britannico Harry Alan Towers, inteso come un omaggio al cinema horror classico. Cast stellare: oltre a Lee, Klaus Kinski nella parte del folle Renfield, Herbert Lom nelle vesti del dottor Van Helsing. E ancora le bellissime Maria Rohm e Soledad Miranda. Musiche di Bruno Nicolai. Montaggio per la versione italiana di Bruno Mattei.
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