TOTO’ GENIO

Antonio de Curtis, Totò, il re della risata, la maschera comica per eccellenza del cinema italiano. La mostra Totò genio, dopo il grande successo riscosso a Napoli, dal 20 ottobre (vi rimarrà fino al 18 febbraio 2018) è approdata al Museo di Roma in Trastevere proponendo un itinerario unico nella vita, nell’arte e nelle passioni del grande attore.

Totò è stato effettivamente un genio nel creare uno stile comico inimitabile, personale e caratteristico che lo ha reso un’icona della commedia. La maschera di Totò sembra trovare le sue radici nella grande tradizione della commedia dell’arte. Formatosi nei caffé-concerto, nei quali si impone con l’esuberante gag visiva della marionetta disarticolata, e nel teatro di rivista, Totò approda al cinema nel 1937 con Fermo con le mani avviando così una corposa carriera sul grande schermo che alla fine arriverà a contare qualcosa come la partecipazione a oltre novanta pellicole, spesso da protagonista.

Un percorso travolgente con un clamoroso successo di pubblico ma anche con l’ostracismo di critica e intellettuali che ne riconosceranno la grandezza solo dopo la scomparsa. Il fenomeno Totò all’interno della storia dello spettacolo italiano, al di là dell’incomprensione di chi non ne capiva il talento, ha un posto a parte. Come lo ha nel cuore della gente. Tra le tante commedie irresistibili si devono ricordare almeno quelle insieme a Peppino De Filippo (Totò, Peppino e la malafemmina, Letto a tre piazze, La banda degli onesti, Arrangiatevi!) e con Aldo Fabrizi (Guardie e ladri, I tartassati, Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi).

Documenti personali, cimeli, lettere, fotografie, testimonianze sono le tappe di un percorso indimenticabile all’interno del pianeta Totò. L’esposizione consente di ammirare i disegni di Pier Paolo Pasolini per la Terra vista dalla luna, i disegni di Federico Fellini, che in lui riconosceva un artista senza tempo, e quelli di Ettore Scola per la rivista Marc’Aurelio. Una sezione della mostra ripercorre i suoi successi cinematografici con manifesti e fotobuste mentre si possono apprezzare i costumi di scena teatrali e i filmati d’epoca degli spettacoli. Spazio anche al rapporto tra l’attore napoletano e la pubblicità che lo ha voluto come testimonial per la Lambretta e la Perugina. Infine la mostra testimonia il suo rapporto profondo con Napoli, la sua città natale.

Come sottolineato sopra la recitazione di Totò mostra tangenze con il mondo della Commedia dell’Arte, fenomeno sviluppatosi in Italia tra Cinquecento e Seicento. La Commedia dell’Arte è conosciuta anche come Teatro all’improvviso per la caratteristica dei suoi rappresentanti di recitare a braccio, basandosi non su di un testo compiuto ma su di un semplice canovaccio o scenario che definiva per grandi linee vicende, dialoghi e ambienti. Tra le maschere della Commedia dell’Arte erano fondamentali gli zanni o servi, Arlecchino e Brighella, e degli anziani,i Pantaloni. La capacità d’improvvisazione nasceva anche dall’esperienza che permetteva ai comici di accumulare un vasto repertorio di gesti e battute dal quale poter attingere all’occorrenza. Il canovaccio permetteva comunque di realizzare uno spettacolo aperto, libero all’invenzione del momento. La capacità di improvvisare, di creare spontaneamente gag e battute sul set è una delle caratteristiche più apprezzate del grande Totò, tratto che lo collega alla grande tradizione del Teatro all’improvviso, della Commedia dell’arte.

FINO AL 18 FEBBRAIO 2018
Totò genio
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Piazza Sant’Egidio 1
Orari: dalle ore 10:00 alle ore 20:00 – Lunedì chiuso
infoline: 06 5897123
email: museodiroma.trastevere@comune.roma.it
sito: www.museodiromaintrastevere.it

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