Shio Kusaka

Approda alla Gagosian l’artista giapponese Shio Kusaka per la prima volta in mostra in Italia

Nota per i suoi lavori in continua tensione tra astratto e figurativo, Kusaka ha sviluppato per
Roma un progetto fortemente incentrato sulle geometrie dell’astrazione. Le ceramiche in
mostra, variazioni sulla forma del vaso, sono disegnate e incise con linee geodetiche continue
tramite un processo contemporaneamente sistematico e intuitivo.

Ripetizioni minimaliste si estendono lungo i volumi stondati riecheggiando le griglie di Agnes Martin o i disegni a muro di Sol LeWitt, e rivelando le irregolarità della linea disegnata a mano per creare terreni sinuosi oscillanti.

Nella sua opera Kusaka fonde la raffinata lavorazione tradizionale della ceramica con dettagli
e soggetti giocosi quali palloni da basket, frutta, dinosauri, gocce di pioggia e venature del
legno. I lavori geometrici offrono una dimostrazione più immediata della padronanza tecnica
dell’artista che, concentrandosi sull’elaborazione di un singolo processo ne scopre le infinite
varianti.

Nei precedenti lavori astratti Kusaka spesso “terminava” una linea o un motivo a griglia
appena questi venivano distorti dalla curvatura del vaso, producendo motivi frammentati,
come dei disegni sovrapposti, che contraddicevano il volume tridimensionale dello stesso.

In queste nuove opere, invece, l’artista assume un approccio quasi topografico, sviluppando la manualità tattile necessaria per lavorare al tornio intagliando o disegnando linee intricate
lungo ogni superficie del vaso.

Lasciando che la tridimensionalità di ciascun vaso determini le curve concentriche delle
linee, Kusaka fonde i primordiali atti creativi del disegno e della scultura. Mentre alcune linee
appaiono sottili e parallele, altre assomigliano a delle onde e a schemi topografici.

Saranno presenti in mostra i vasi più grandi mai realizzati dall’artista disposti su un piedistallo lungo e curvo, e smaltati in vari colori, dal blu pallido, al rosa, al giallo fino ad un placido bianco sporco. Il liquido denso si ferma al di sopra della base di ognuno: una precauzione necessaria per la cottura a fuoco, e un sottile ricordo delle trasformazioni alchemiche tipiche di questa tecnica.

In una selezione di vasi più piccoli, Kusaka ripropone molti dei motivi a incisione come disegni a matita su fondo bianco, creando echi più intimi, quasi degli schizzi, dei lavori più grandi. L’artista ribadisce così la tecnica dei Minimalisti basata sul metodo, e sottolinea anche l’infinito potenziale della forma stessa che varia da grande a piccola, da liquida a solida, da due a tre dimensioni.

Shio Kusaka nasce nel 1972 a Morioka, in Giappone e vive e lavora a Los Angeles. Ha
conseguito la laurea in Belle Arti nel 2001 all’Università di Washington, Seattle. Il suo
lavoro è incluso nelle seguenti collezioni: Museum Voorlinden, Wassenaar, Olanda; The
Broad, Los Angeles; Allen Memorial Art Museum, Oberlin, Ohio; e Nerman Museum of
Contemporary Art, Overland Park, Kansas. Tra le mostre personali recenti: Whitney Biennial
del 2014, New York; “Jonas Wood and Shio Kusaka: Blackwelder”, Gagosian, Hong Kong (2015); e “Shio Kusaka and Jonas Wood”, Museum Voorlinden, Wassenaar, Olanda (2017–18).

 

FINO AL 26 MAGGIO 2018
GALLERIA GAGOSIAN
Via Francesco Crispi 16
Orario: dal martedì al sabato dalle ore 10:30 alle 19:00
Infoline: 06 4208.6498
E-mail: roma@gagosian.com
Sito: www.gagosian.com

Redazione

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