Rione Monti con la giunta del Primo Municipio

Ormai è una consuetudine, quella della giunta del Primo Municipio di passeggiare per il territorio per incontrare ed ascoltare la gente e gli operatori. Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 22 novembre nel Rione Monti. Tutti sono invitati non solo ad assistere ma a partecipare. Una ottima occasione non solo di ascolto e confronto, ma anche per conoscere le bellezze del territorio.

Con la Presidente Sabrina Alfonsi e gli assessori della giunta si partirà alle ore 13:00 dal Mercato di Via Baccina, oggetto negli ultimi mesi di numerosi interventi, polemiche e mobilitazioni da parte della cittadinanza monticiana. Il recupero di questo antico mercato, caduto negli anni in uno stato di semi-abbandono, ha comportato diverse trasformazioni pur conservando il suo valore di simbolo e di deposito di memoria collettiva del quartiere. Si proseguirà la camminata visitando il Centro Anziani di Via Madonna dei Monti, per continuare poi su Via Cavour fino a Largo Agnesi, da pochi mesi riqualificato come zona pedonale.

Altro punto di interesse del rione tra le tappe della passeggiata, il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, in Via della Madonna dei Monti 40. La sede universitaria trova spazio nella storia via dell’Argiletum, l’antica strada che collegava il quartiere della Suburra con il Foro Romano, sede delle botteghe dei più illustri librai dell’Urbe dai quali si servivano Seneca, Marziale e Orazio.

Si arriverà poi in Piazza Madonna dei Monti al cui centro trionfa la Fontana dei Catecumeni, che prende il nome dal vicino collegio fondato nel 1635. La fontana fu commissionata da Papa Sisto V a Giacomo Della Porta che ne disegnò il progetto nel 1588. La realizzazione fu eseguita da Battista Rusconi, prima, e da Girolamo De Rossi, poi, per subire ulteriori rimaneggiamenti alla fine del 1600, per volontà di Papa Innocenzo XI. Degli importanti interventi di restauro furono eseguiti dal Comune di Roma alla fine del XIX secolo, come testimonia l’iscrizione apposta nei pressi della fontana: “FACTA PERENNIS AQUA EVERSO SED SQUALIDA FONTE NUNC INSTAURATO VIVIDA FONTE SCATET SPQR A MDCCCLXXX“, ovvero “L’acqua, fatta per durare nel tempo ma squallida per la fonte rovinata, ora, dopo il restauro, zampilla vigorosa SPQR Anno 1880“.

In Piazza Madonna dei Monti si troverà anche l’antica chiesa dedicata a Sergio e Bacco, Santi Martiri morti in Siria nell’anno 303. La Chiesa, costruita prima del IX secolo e restaurata da Urbano VIII (il cui Pontificato va dal 1623 al 1644), fu inizialmente affidata ai Frati Minimi di San Francesco da Paola, seguiti dai Monaci di San Basilio, che vi risiedono tutt’oggi. Al portale seicentesco, si sono aggiunte stratificazioni ottocentesche che hanno interessato soprattutto il resto della facciata che si presenta ora divisa in tre ordini di laterizio. All’interno, la navata unica è decorata sulla volta da affreschi settecenteschi raffiguranti i Santi Sergio e Bacco. Attualmente la chiesta è il punto di riferimento della comunità ucraina a Roma.

Lasciata la piazza, si procederà su Via Urbana, anticamente chiamata Vicus Patricius perché abitata principalmente da patrizi. L’attuale nome lo si deve sempre a Papa Urbano VIII che commissionò importanti lavori di ampliamento e ristrutturazione. Nella strada si trova l’antichissima chiesa di Santa Pudenziana la cui attività è attestata sin dall’anno 384 da una lapide sepolcrale. Nel sito su cui poi fu edificata la chiesa, la leggenda vuole che San Pietro battezzò Pressede e Pudenziana, le due figlie del senatore cristiano Pudente, martirizzate durante la persecuzione di Antonino Pio (150 d.C. circa).

Passando da Via dei Ciancaleoni, si concluderà la visita in Via Cimarra e Via Panisperna. Il toponimo di quest’ultima ha diverse possibili spiegazioni: se da un lato lo si attribuisce all’uso dei frati dell’ivi presente Chiesa di San Lorenzo di distribuire ai poveri “panis et perna” (pane e prosciutto), dall’altro potrebbe trattarsi della trasformazione di “palis” (spranghe) e “sterno” distendo), in memoria del martirio del Santo bruciato sulla graticola. Altre interpretazioni parlano della presenza nella strada di due famiglie, i Pane e i Perna e della bolla papale di Giovanni XXII che chiama la Chiesa di San Lorenzo “Parasperna” dal greco “parà” (presso) e dal latino “sperno” (confine), onde indicare la posizione dell’edificio al confine tra alcune proprietà limitrofe.

Queste sì che sono Best Practice…

Francesca Torre

Author: Francesca Torre

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