L’Isola che non c’è

Presentato il progetto promosso dal Primo Municipio per una nuova piazza pedonale in grado di diventare centro gravitazionale per il mondo dei giovani

«Si tratta di un intervento di pedonalizzazione che il Municipio aveva già proposto nel 2014, accogliendo le richieste di maggiore sicurezza delle scuole interessate, dopo le verifiche della polizia locale sulla mancanza di significative ripercussioni rispetto alla circolazione e alla sosta» ha dichiarato la presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi.

Piante, sedute e una nuova pavimentazione, insomma si tratta di un piccolo intervento in grado però di realizzare una grande “agorà”. Promosso dal Primo Municipio il progetto della nuova piazza pedonale che dovrebbe sorgere in via Puglie, nel tratto tra via Sicilia e via Sardegna, non è solo un abbellimento utile ad abbattere le barriere architettoniche, ma un intervento urbanistico per creare “L’Isola che non c’è” un nuovo spazio, non solo ideale, per la comunità, dove stare insieme.

Il progetto ha inoltre una sua peculiare caratteristica, quella di riguardare e coinvolgere il mondo dei giovani. Lo studio di fattibilità è stato infatti realizzato dagli studenti del master in Progettazione architettonica dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, progettato in particolare per diventare un centro gravitazionale per le scuole.

Il Regina Elena e il Buonarotti si trovano proprio qui, una di fronte all’altra oltre ai due limitrofi licei capitolini, il Righi e il Tasso. Con l’uso di lastre in basalto e travertino, la pavimentazione della nuova pubblica piazza si estenderà all’interno del cortile della scuola Regina Elena, si alterneranno spazi verdi e sedute in pietra senza precludere l’accesso ai mezzi di soccorso e di pubblica sicurezza. In perfetta armonia con l’attuale contesto architettonico si migliorerà anche la sicurezza e l’accesso ai diversamente abili rispetto agli attuali inadeguati marciapiedi.

Ora il Primo Municipio resta in fiduciosa attesa del passo successivo che spetta al Campidoglio, che dovrà approvare il provvedimento con una apposita delibera.

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