La divina Sarah

Gli ultimi anni di una delle più grandi attrici teatrali della storia. Al Teatro Vittoria la fase discendente della strepitosa carriera artistica di Sarah Bernhardt

Con la regia di Marco Carniti e le interpretazioni di Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci. La divina Sarah è un lavoro tratto dal testo di John Murrell, Memoir di Sarah Bernhardt adattato da Eric-Emmanuel Schmitt che porta sul palcoscenico, in una sapiente commistione di toni comici e drammatici, la parte finale dell’esistenza della grande attrice nella quale la straordinaria carriera teatrale lascia il posto a un amaro pessimismo.

In una sorta di seduta di psicoanalisi la donna rivede le persone che hanno segnato la sua vita. L’analisi di un passato ingombrante diviene il mezzo per riuscire a esprimere ciò che non è stato mai detto. Crollata la maschera splendente della diva appaiono i segni strazianti delle ferite dell’anima che con il loro dolore hanno permesso alla grande interprete di toccare le vette dell’arte drammatica. L’opera in scena al Teatro Vittoria fino al 15 aprile, testimonia la tragedia di una grande stella che vede di fronte a sé le tristi e lugubri luci del viale del tramonto.

La divina

Il critico teatrale Arthur Symons divideva gli attori in tre tipi e tra di essi vi erano «quelli come la Bernhardt e Irving, che si staccano dalla natura con tecnica superba e grande abilità artistica» (in Marvin Carlson, Teorie del tetro, Il mulino, 1988). Attrice eccelsa, Sarah Bernhardt viene da Symons accostata a uno dei massimi attori shakespeariani di tutti i tempi, Henry Irving. La versatile attrice parigina crea il proprio mito abbinando eccezionali doti teatrali a comportamenti eccentrici e avventure mondane. Non mancano neanche, nel suo percorso esistenziale di grande diva, le fiere rivalità con altre attrici. Indimenticabile protagonista della Signora delle camelie di Dumas figlio, la Bernhardt si confronta con opere di Beaumerchais, Il matrimonio di Figaro, Alfred de Musset, Lorenzaccio, Shakespeare, Amleto, Gabriele D’annunzio, La città morta. Victorien Sardou crea alcuni drammi su misura per il suo talento (Fedra, Tosca, Cleopatra). Il suo amore per il teatro è tale che neanche l’amputazione di una gamba, avvenuta nel 1914, riesce a tenerla lontana dal palcoscenico.

Il regista

Marco Carniti si forma presso il teatro Piccolo di Milano vicino al grande Giorgio Strehler. Tante le sue regie teatrali Shakespeariane da Pene d’amore perdute al Teatro Eliseo(2001), alla Bisbetica domata (2009), Riccardo III (2013) e Othello (2015)  al Globe Theatre. Sempre a Roma al Teatro Colosseo(2006) mette in scena Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e Una voce (In)umana di Jean Cocteu al Brancaccino (2017).Nel 2014 si occupa della regia de Gli innamorati di Carlo Goldoni al Teatro Arriaga di Bilbao.

I protagonisti

Anna Bonaiuto si è imposta nel tempo come una delle grandi interpreti del cinema italiano contemporaneo. Tra le sue tante interpretazioni ricordiamo quelle in film quali L’amore molesto (1995) di Mario Martone, Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti, La ragazza del lago (2007) di Andrea Molaioli, Il divo (2008) di Paolo Sorrentino e Viva la libertà (2013) di Roberto Andò.

Gianluigi Fogacci si impone nel Tito Andronico di Shakespeare allo stabile di Genova per poi recitare in Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi, La tempesta di Shakespeare al fianco di Giorgio Albertazzi, entrambi al Globe theatre di Roma e in La morte di Danton di Georg Buchner. Nel 2017 prende parte al film di Francesca Archibugi Gli sdraiati.

 

DAL 6 AL 15 APRILE 2018
LA DIVINA SARAH
TEATRO VITTORIA
Piazza Santa Maria Liberatrice 10
Orario spettacoli: alle ore 21:00 – Domenica ore 17:00
Biglietti: Platea € 28,00 – Galleria € 22,00
Infoline: 06 5740170
Sito: www.teatrovittoria.it

 

Fabio Penna

Author: Fabio Penna

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