ROMA-LAZIO

La grande delusione per l’esclusione degli Azzurri dal prossimo mondiale 2018 in Russia ha in qualche
modo messo in secondo piano l’attenzione per il derby capitolino. Ma ora a Roma non si parla d’altro ed
il pensiero di tutti è proiettato a sabato per la partita che per i romani è sempre e comunque la
più importante del campionato.

L’ansia non manca mai, così come la curiosità. Da quella sull’arbitro che sarebbe stato chiamato a dirigere l’incontro, con le indiscrezioni che a seconda dei precedenti fanno tremare uno o l’altro popolo di tifosi, fino ovviamente alla assoluta novità della VAR che per la prima volta sarà utilizzata per coadiuvare il lavoro della terna arbitrale nel derby capitolino.

Forse sarà proprio la Video Assistant Referee, la cosiddetta “moviola in campo” una delle poche cose
positive della presidenza di Carlo Tavecchio. Il presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio
aveva esordito in maniera assolutamente maldestra con uno scivolone razzista: «Mangiava banane ora
gioca nella Lazio», ma davvero nessuno poteva immaginare che Tavecchio sarebbe stato il presidente della prima esclusione della Nazionale dai mondiali a cui ha ininterrottamente partecipato dal lontano 1958.

Tornando al calcio giocato, dopo tanti anni finalmente quello capitolino torna ad essere il Derby più importante d’Italia. La sfida è infatti tra due squadre in vetta alla classifica e che lottano a pieno titolo per la Champions League. Non succedeva da 15 anni, precisamente dalla stagione 2001-2002 alla quale occorre risalire per trovare le due squadre della Capitale ad occupare posizioni così alte in classifica.

Inoltre, Lazio e Roma hanno entrambe una partita a testa da recuperare e potenzialmente sono rispettivamente soltanto ad uno e due punti dal Napoli, la solitaria capolista della Serie A.  Invece in Borsa, dove sono entrambe quotate, le loro azioni sono in lieve discesa, -2% per la S.S.Lazio e -0,42% per la A.S.Roma, come in discesa ha spinto le azioni delle società editrici dei giornali sportivi l’eliminazione dell’Italia dal mondiale 2018.

Qualche piccola polemica si è registrata anche sull’orario per l’inusuale scelta del sabato pomeriggio, niente di paragonabile con il Derby sospeso del 21 marzo 2004 o di quello drammatico del 28 ottobre 1979 che segnò la morte di Vincenzo Paparelli, colpito da un razzo fumogeno che, sparato dalla Curva Sud, attraversava tutto lo Stadio Olimpico poco prima dell’inizio della partita. Meno di un mese dopo venne disputato un derby a squadre miste per ricordare la tragica morte del 33enne tifoso laziale alla cui famiglia furono devoluti gli incassi generati dai circa 20mila spettatori.

La vendita dei biglietti sta andando alla grande, allo Stadio Olimpico saranno infatti presenti oltre 50mila spettatori. Un pomeriggio di grande sport, un evento di alta spettacolarità,non è solo per l’alto livello e la grande qualità dei giocatori in campo, ma anche e soprattutto per le enormi emozioni che scatenano i tifosi capitolini.

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