Il malato immaginario

Al Teatro Eliseo Gioele Dix nei panni di Argante
l’ipocondriaco protagonista dell’immortale testo di Molière

Le commedie di Molière hanno il pregio di non subire le ingiurie del tempo, di non invecchiare mai. I suoi personaggi nascono nel Seicento ma sono attualissimi. L’incontro con Argante, il tremebondo protagonista de Il malato immaginario, è sempre esilarante e diventa particolarmente interessante se a interpretarlo è un attore dalla spiccata ironia come Gioele Dix.

Il comico milanese veste i panni dello squinternato ipocondriaco ne Il malato immaginario che, per la regia di Andrée Ruth Shammah e con la traduzione di Cesare Garboli, va in scena al Teatro Eliseo dal 28 novembre al 17 dicembre 2017. Tra gli altri interpreti Anna Della Rosa, Marco Balbi, Valentina Bartolo, Francesco Brandi, Piero Domenicaccio, Linda Gennari, Pietro Micci, Alessandro Quattro, Francesco Sferrazza Papa.

Il malato immaginario. Con la sua consueta capacità di scandagliare l’animo e la psiche dell’uomo, Molière si dedica allo studio del personaggio dell’ipocondriaco, della persona perennemente in ansia per la propria salute. Nella commedia Argante viene assecondato nelle sue fissazioni dalla seconda moglie Bèline che spera, sfruttando le fobie del marito e con l’aiuto di medici e farmacisti, di spingerlo a nominarla unica erede. L’intervento della cameriera Toinette e del fratello Berardo fa aprire gli occhi ad Argante salvandolo dalle grinfie dell’avida Bèline. A completare il lieto fine il consenso dell’uomo al matrimonio della figlia Angèlique con il suo fidanzato.

Ha diviso la sua carriera tra i ruoli di comico, attore e regista teatrale, Dix, al secolo David Ottolenghi, ha recitato al cinema in Se fossi in te (2001) di Giulio Manfredonia, Pazze di me (2013) di Fausto Brizzi e Confusi e felici (2014) di Massimiliano Bruno. In televisione ha partecipato alle serie Marcinelle (2003) di Andrea e Antonio Frazzi, A voce alta (2006) di Vincenzo Verdecchi e Il giudice meschino (2014) di Carlo Carlei.

Tra le sue tante regie teatrali ricordiamo La mia patente non scade mai (1988-89), Antologia di Edipo (1991-92), Recital (1999), A posto così (2002), Sogno di una notte di mezza estate (2011-12), Vorrei essere figlio di un uomo felice (2016-17).

Molière. Le note di studiosi e critici del Seicento ci restituiscono l’immagine di Molière (Jean-Baptiste Poquelin) attore straordinario nella commedia ma poco portato per i ruoli tragici. Secondo alcuni si trattava del miglior attore comico francese. Alla constatazione degli apprezzamenti per le doti recitative del grande autore si deve aggiungere che “nel breve periodo di tempo che restava prima della sua fine prematura, alcuni spiriti illuminati già lo salutavano come il più grande commediografo di tutti i tempi” (William D. Howart, Molière – uno scrittore di teatro e il suo pubblico, Società editrice Il mulino, Bologna, 1987). Con l’artista ancora vivente il grande valore delle sue commedie era stato attestato. Non che il commediografo parigino non avesse avuto i suoi problemi con i critici: soprattutto dopo la rappresentazione de La scuola delle mogli (1662) non mancarono le accuse di immoralità e anche Il tartufo (1664) subì duri attacchi soprattutto da parte di religiosi conservatori e fu possibile mettere l’opera in scena solo nel 1669.

Nascono in seguito una serie di personaggi destinati a diventare immortali, Alceste ,l’atrabiliare innamorato, protagonista del Misantropo (1666) uomo asociale, ombroso, incapace di adattarsi alle situazioni della vita, Arpagone che ne L’avaro (1668) mette la tirchieria al di sopra di ogni sentimento, Argante che ne Il malato immaginario è l’emblema dell’ipocondriaco, della persona che vive cercando in ogni sintomo l’avvisaglia di una possibile malattia. Molière aveva anche ripreso il tradizionale personaggio di origine spagnola di Don Giovanni, il libertino per antonomasia, nel suo Don Giovanni (1665) che l’autore imposta sul rapporto tra il dissoluto padrone e il suo scrupoloso servo Sganarello. Tra le altre opere della sua vasta produzione vanno ricordate Le preziose ridicole (1659), Il medico suo malgrado (1666), Il borghese gentiluomo (1670), Le donne sapienti (1672).

FINO AL 17 DICEMBRE 2017
IL MALATO IMMAGINARIO
Teatro Eliseo – Via Nazionale 183
Orario: mar-gio-ven-sab Ore 20:00 – mer-dom Ore 17:00
infoline:
06 83510216
e-mail: biglietteria@teatroeliseo.com
www: www.teatroeliseo.com

Fabio Penna

Author: Fabio Penna

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