I bizzarri ritratti di Arcimboldo

A Palazzo Barberini il gusto bizzarro e l’arte eccentrica del cinquecentesco inconsueto pittore lombardo

Il gusto cinquecentesco del bizzarro e dell’inconsueto sbarca a Roma. Nella capitale si possono ammirare, per la prima volta, le opere di Giuseppe Arcimboldi, comunemente chiamato Arcimboldo, in mostra a Palazzo Barberini fino all’11 febbraio 2018.

L’esposizione, curata da Sylvia Ferino-Pagden, presenta una ventina di capolavori ai quali si aggiungono disegni di giostre e fontane nonché oggetti e curiosità arrivati dalle wunderkammer imperiali. I visitatori potranno ammirare la straordinaria serie degli elementi, nella quale si contraddistingue La terra formata da teste di animali di ogni parte del mondo dal cervo, alla mucca, al leone. In mostra anche il famoso Ortolano, busto reversibile composto da vari ortaggi e un vaso in luogo del cappello che se ribaltato diventa un normale piatto di verdure.

Arcimboldo. Pittore di corte a Vienna per Massimiliano II e a Praga per Rodolfo II, ricoprendo incarichi di procuratore di opere d’arte e ideatore di allestimenti per feste, Giuseppe Arcimboldi si è ritagliato uno spazio a sé stante nella storia dell’arte grazie ai suoi bizzarri ritratti eseguiti sostituendo alle fattezze degli effigiati frutta, ortaggi e fiori. Gli artisti fiamminghi avevano esportato in tutto il mondo il genere della natura morta che il pittore lombardo reinterpretava ironicamente in senso antropomorfo. L’opera dell’artista milanese si inseriva nella pratica manierista che esaltava il gusto del bizzarro come contrapposizione alle oppressive regole classiche. In tale temperie culturale veniva magnificato l’artista che, dall’ alto di una tecnica eccellente, era in grado di prendersi delle “licenze” rispetto alle consuetudini artistiche, di dare prova delle proprie doti di virtuoso alla ricerca di artifici eleganti ed eccentrici. Alcuni lavori di Arcimboldi sembrano anticipare aspetti della pittura metafisica e di quella surrealista segnatamente per la capacità di spostare oggetti dal loro ambiente abituale per inserirli in un contesto inconsueto. Qualche studioso ha inteso rinvenire nella sua opera i segnali inequivocabili del declino dell’umanesimo: l’uomo misura di tutte le cose e l’uomo al centro dell’universo erano ideali che stavano crollando mentre l’irrazionale si affacciava prepotentemente nella società umana. A un mondo che chiede di essere stupito Arcimboldo rispondeva trasformando gli scontri e i turbamenti di un periodo tormentato in giocosa ironia, in sarcastica leggerezza.

 

FINO ALL’ 11 FEBBRAIO 2018
ARCIMBOLDO
PALAZZO BARBERINI
Viale delle Quattro fontane 13
Orario: dalle ore 9:00 alle ore 19:00  – lunedì chiuso
Biglietti: intero 15,00 €   – ridotto 13,00 €
Infoline: 06 81100257
Sito: www.arcimboldoroma.it

 

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