HOKUSAI
Sulle orme del Maestro

All’Ara Pacis l’incontro con l’opera di uno dei più grandi artisti giapponesi

Claude Monet amava contornarsi di stampe giapponesi e di fatto aveva dato vita a una ragguardevole raccolta di tali riproduzioni provenienti dall’Oriente. Dopo la firma di una serie di accordi commerciali con varie nazioni, il Giappone era diventato protagonista delle grandi esposizioni universali del 1867 e del 1878. Nasceva il fenomeno del cosiddetto “giapponismo” che avrà grande influenza sull’arte occidentale attraverso l’opera di maestri del sol levante, ammirati per la semplificazione lineare dei lavori. Questi artisti, liberi dalle convenzioni accademiche e dagli stereotipi europei, sperimentavano punti di vista inusuali e rappresentazioni di figure appiattite. La loro tecnica Ukiyo-e (“immagini dal mondo fluttuante”) si esprimeva con scene di vita quotidiana del popolo o paesaggi innevati e movimenti delle onde ripresi con un taglio fotografico.

L’incontro tra Monet e le opere giapponesi era avvenuto ad Amsterdam e l’artista francese aveva derivato da tale scoperta una inedita attitudine all’essenzialità nell’arabesco e un ardire nuovo nell’accostamento dei colori. Un posto rilevante nella collezione di stampe giapponesi di Monet lo occupava Katsushika Okusai (1760-1849), autore di un gruppo di stampe “Le trentasei vedute del monte Fuji”, salite con il tempo a quarantasei, tra le quali vi è la famosa “Sotto l’onda al lago di Kanagawa”, con l’immensa onda che si erge impetuosa sulle barchette di poveri pescatori con la cresta resa attraverso tante piccole strisce virgolettate. La “febbre” per l’arte giapponese contagiò anche altri giganti della pittura occidentale quali Edouard Manet, Edgar Degas, Camille Pissarro, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Henri Toulouse-Lautrec, Pierre Bonnard.

La passione degli amanti dell’arte di tutto il mondo per il “giapponismo” e per l’opera di Hokusai continua anche ai giorni nostri. L’artista orientale, autore di serie di lavori che hanno riscontrato un successo immediato, vanta una vasta produzione che va dalle circa tremila silografie policrome ai duecento libri illustrati ai circa mille dipinti, alle centinaia di schizzi e disegni preparatori.

L’opera del maestro di Edo (l’attuale Tokyo) è al centro della mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”, curata da Rossella Menegazzo, al museo dell’Ara Pacis dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018. Il pennello dell’artista giapponese ha raffigurato i soggetti più diversi dal paesaggio ai fenomeni naturali agli animali ai fiori ai ritratti di attori del teatro Kabuki a donne e guerrieri. La sua produzione è caratterizzata da un eclettico impiego di tecniche e formati come i dipinti realizzati con inchiostro e colori. le silografie policrome, gli eleganti “surimono”, impiegati come biglietti d’auguri, calendari, libretti per il teatro.

A rafforzare la sua notorietà concorre la pubblicazione dei volumi dei manga, manuali di disegno indirizzati a pittori sia professionisti che dilettanti con centinaia di schizzi e disegni che, sintetizzando le qualità artistiche di Hokusai, intendevano fornire modelli per qualunque soggetto agli artisti desiderosi di fare pratica di tecniche e stili pittorici.

Il percorso espositivo è formato da cinque sezioni dedicate ai temi di gran moda all’epoca del pittore di Edo: meisho (mete da non perdere), beltà alla moda, fortuna e buon augurio, catturare l’essenza della natura, manga e manuali per imparare.

FINO AL 14 GENNAIO 2018
Hokusai. Sulle orme del maestro
Spazio espositivo Ara Pacis
Lungotevere in Augusta
orario: tutti i giorni 9:30-19:30
infoline 060608
info.arapacis@comune.roma.it
www.arapacis.it

Redazione

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