HIC SUNT LEONES
I grandi ragazzi del Piccolo America

Benigni l’ha definita una rivoluzione del cuore e della cultura.
Una bellissima storia della nostra città che ha catturato l’attenzione della stampa internazionale rischia un finale amaro

Siamo da sempre al fianco di questo straordinario gruppo di ragazzi che Arene di Roma ha supportato sin  dall’inizio. La  piazza trasteverina strappata al degrado e sempre gremita di gente, anche quando il programma propone film che nessun esercente tradizionale proietterebbe, è una di quelle immagini che resteranno nella storia dell’estate romana, quella all’insegna della cultura partecipata.

Ho sempre considerato banale definirla una piazza restituita alla gente. Anche le piazze quelle che ospitano il Governo e il Parlamento, tutte le piazze di questa nostra meravigliosa città sono a disposizione della gente.

I grandi ragazzi del Piccolo America hanno restituito una piazza alla cultura! Hanno creato un luogo che viene vissuto ogni sera da persone non solo di tutte le età e di qualsiasi ceto sociale, ma anche di ogni passione e orientamento politico.

L’Arena Trastevere ha offerto grandi e intensi momenti di spettacolo offrendo gratuitamente due mesi di cinema e incontri con i più grandi registi e attori del nostro tempo, ma il vero e ormai sempre più raro ed emozionante spettacolo è quello della gente, della partecipazione.

Della prima edizione del 2014 ricordo soprattutto il mal di schiena. Smontavamo e caricavamo ogni sera lo schermo wind–up e certo non dimentico lo spirito di collaborazione e di comunità che ha sempre caratterizzato questa iniziativa, come il regista Ivano di Matteo affannato al mixer che, mentre proiettavamo, regolava in diretta il volume del suo splendido “Barricata San Calisto” che in questa piazza assumeva un sapore davvero speciale.

Con diversa fatica, l’anno successivo allestimmo un grande scherno fisso ma al’inaugurazione le sedie non erano bastate. Personalmente ero convinto che il clamoroso successo era dovuto alla presenza di Ficarra e Picone che avevano presentato al folto pubblico il loro film “Il 7 e l’8”. Dissi: «Vedrete che per “Mamma Roma” di Pasolini qualche sedia resterà vuota…». Mi sbagliavo!

Qualcuno le sedie iniziò a portarle da casa e lo schermo divenne gigante, come gigante è l’impresa di questi ragazzi. Pardon di questi “Leones”, straordinari legionari della cultura che animano l’estate romana come da anni nessuno era più riuscito a fare.

In questa splendida piazza l’ultima uscita pubblica dell’indimenticabile Ettore Scola che ha fino all’ultimo dato il suo sostegno a questi meravigliosi ragazzi che premiati, insigniti, omaggiati e forti dell’appoggio di tutto il mondo del cinema e della partecipazione della gente, hanno portato avanti la loro avventura dando vita ad una storia esemplare che ha catturato l’attenzione persino del New York Times.

Tutte le storie hanno un inizio e una fine. Tutte le storie vedono protagoniste delle persone e quasi sempre sono caratterizzate da battaglie. Ogni battaglia è una sorta di bivio. Ad ogni bivio la realtà si indirizza prendendo forma in un senso o nell’altro.

E le persone che fanno la storia hanno sempre un nome e cognome. E un nome che resterà per sempre e indissolubilmente legato non solo all’estate romana ma alla storia d’amore tra il Cinema e Roma è quello di Valerio Carocci: «Eravamo tutti giovani di periferia. Abbiamo sempre faticato a partecipare alla movida notturna. Non eravamo i ragazzi di 20 anni spensierati che al sabato sera bevono birra. Vivevamo di immaginazione, di sogni e di volontà. E dall’immaginazione siamo partiti, ma con i piedi per terra: Trastevere era il rione romano con la più alta concentrazione di sale cinematografiche. Abbiamo mappato tutti i luoghi della cultura abbandonati. Contammo le saracinesche chiuse dei cinema e ci accorgemmo che erano tantissime. Era un gioiello di sala degli anni ’50, con lo schermo curvo, la galleria circolare e l’insegna luminosa. Era un segno della Storia».

Il Cinema America lo occuparono nel 2012 ed essendo non solo puliti e trasparenti, ma carichi di volontà e immaginazione conquistarono tutti. Presto arrivarono registi e attori per sostenere il loro percorso.

Orfani dello spazio in via Natale del Grande da cui erano stati sgomberati, si trovarono di fronte ad un primo importante bivio: i Leones dovevano lottare nell’illegalità per combattere questo mondo oppure dovevano combattere nella legalità per cercare di cambiarlo questo mondo?

Nelle istituzioni fortunatamente hanno trovato persone giuste al momento giusto che hanno dato il sostegno del Municipio Roma I Centro a questa iniziativa che non ha più nulla di clamoroso ma è già diventata una tradizione.

Abbiamo parlato di sostegno, ma sgomberiamo subito il campo dalle illazioni. Non hanno stanziato soldi, ne hanno ben pochi da amministrare. Non hanno praticato alcun favoritismo e tanto meno hanno acconsentito a derogare a norme e permessi. Si sono impegnati e spesi in prima persona per creare le condizioni più favorevoli al loro autonomo percorso. E ci sono riusciti.

Mi sono imbattuto nel loro percorso incontrando per la prima volta il giovanissimo leader di questi straordinari ragazzi nella stanza dell’allora assessore alla cultura Andrea Valeri. La capacità di mettere insieme le persone, di unire le forze, di spingere alla collaborazione, di alimentare le sinergie e di indirizzare gli sforzi, sono qualità sempre più rare, anche se più di altre, in grado di incidere sulla realtà con effetti concreti e duraturi che superano i limiti temporali di un mandato  politico.

L’Arena a Trastevere è diventata un esempio di come è possibile alimentare la cultura grazie al lavoro sinergico e costruttivo tra associazionismo e istituzioni. Tutte le spese del festival, che offre a cittadinanza e turisti due mesi di proiezioni gratuite, sono infatti coperte da sponsor e partner privati che vogliono sostenere questa splendida iniziativa, l’Arena in Piazza San Cosimato dal Comune di Roma non ha mai ricevuto nemmeno un euro di contributo.

Fotografia tratta dal profilo Facebook della Presidente Sabrina Alfonsi

Ma la battaglia è continua, l’ultima edizione ha infatti rischiato di saltare all’ultimo momento: «La Alfonsi è un’eroina e ha salvato l’evento più lungo e gratuito l’estate romana. Il Campidoglio non ha mai autorizzato l’evento e ha solo fatto dichiarazioni vuote e false» dichiarava il presidente dell’Associazione Piccolo Cinema America quando la presidente Sabrina Alfonsi si è adoperata per assicurare lo svolgimento della manifestazione. Ma Anche in questo caso è opportuno fare chiarezza e sgomberare il campo dalle illazioni. «Levati la maglietta del cinema America, zecca comunista», anche se all’Esquilino un ragazzo è stato picchiato da un branco di estremisti perché indossava una delle loro t-shirt, sbaglia di grosso chi immagina che i Leones  possano indossare la maglia di uno schieramento politico o peggio ancora di un partito.

Infatti le parole rivolte dal portavoce del Piccolo America alla Giunta di Ignazio Marino non furono certo meno feroci: «La parola del sindaco Ignazio Marino non vale nulla e l’assessore Giovanna Marinelli non è mai venuta qui da noi, il suo ruolo è totalmente inconsistente».

A molti può sembrare strano, persino incomprensibile, ma anche se sono poche esistono ancora realtà che non operano per fini di lucro, che cercano di restare lontane dalle logiche del profitto. Non solo da quello economico ma anche dal profitto politico. Che non agiscono per il proprio vantaggio, ma operano nel pubblico interesse, che di fronte ad un bivio non scelgono di fare cosa conviene, ma di fare quello che serve.

Sono stati  in molti che hanno subito riconosciuto queste qualità e questo determinato orientamento in questi ragazzi che furono molto sorpresi dal ricevere sostegno anche da parte dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «Non può che considerarsi altamente positivo – ha scritto il presidente in una lettera a loro indirizzata – sotto il profilo della storia e della cultura cinematografica l’impegno di quanti sostengono la presenza diffusa di centri di attività culturale, teatri e sale nei quartieri storici delle nostre città».

A piazza San Cosimato Paolo Sorrentino presenta La Grande Bellezza

Davvero lungo è l’elenco dei protagonisti del mondo dello spettacolo che hanno manifestato apprezzamento e sostegno per l’esperienza di questi ragazzi, a partire da Paolo Sorrentino che poco mesi dopo la prima edizione dell’arena estiva aveva tuonato: «Se non riaprono il Cinema America rinuncio alla cittadinanza onoraria di Roma».

Finita quella prima estate, anche senza sala e senza piazza i Leones hanno continuato a ruggire tutto l’anno, sfornando cultura nel piccolo forno inutilizzato proprio affianco all’America, ricevuto in comodato d’uso dagli storici proprietari trasteverini. La loro infatti è e prima di tutto e soprattutto una battaglia per la riapertura delle sale dismesse. A differenza di molti, questi ragazzi non si limitano alla testimonianza delle parole, ma agisco con i fatti realizzando cose concrete. Avanti quindi con gli “Schermi Pirata“.

Schermi Pirata: The Blues Brother al Foro Italico

Sulle pareti della città eterna hanno proiettato “The Rocky Horror Picture Show” dedicandolo proprio all’indimenticabile fondatore delle Arene di Roma e ancora una volta è documentata la loro protesta apertamente rivolta alla Giunta di Centrosinistra: «All’arena di Castel Sant’Angelo in 2000 abbiamo applaudito Pino Oddo di Arene di Roma, scomparso di recente, che salutiamo con affetto ma che il Campidoglio “ringrazia”, dopo anni di duro lavoro, tagliando tutti i fondi alle iniziative su cui per anni quest’uomo ha lavorato valorizzando e animando le piazze di Roma, i monumenti e i parchi».

Una decina di proiezioni, tutte con un fiume di gente, alcune epiche come quella di “The Blues Brother” al Foro Italico, di “Pink Floyd: The Wall” all’Isola Tiberina, di “Across the Universe“con le persone sedute sule scalinate del Chiostro di San Pietro in vincoli, fino a quella che entra di diritto nella storia del cinema: l’anteprima assoluta di un film, “Una storia sbagliata” di Tavarelli al Giardino degli Aranci.

 

Schermi Pirata: a Casal Palocco il Drive-in più grande d’Europa

Poi anche il Drive-in a Casal Palocco, senza dimenticare le proiezioni nell’ex carcere minorile di San Michele e di quelle senza audio, ma con le sole cuffie sugli Scaloni di Viale Glorioso a Trastevere per l’Omaggio a Sergio Leone alla presenza di Ennio Morricone.

«Io sono uno di loro – aveva gridato alla piazza gremita da migliaia di persone Roberto Benigni Hanno fatto qualcosa di straordinario, stanno rammendando il quartiere, con le loro azioni, stanno facendo una rivoluzione del cuore, della cultura».

Sulla storia di questi ragazzi Benigni ha parlato di una vera rivoluzione, una rivoluzione del cuore, della cultura: «Pochi luoghi al mondo questa sera sono così allegri come questa piazza».


Roberto Benigni a piazza San Cosimato per l’omaggio a Massimo Troisi

E nel percorso di legalità i ragazzi partecipano e vincono il Bando per il dismesso ex Cinema Induno, sempre in Trastevere:  «Abbiamo appena firmato il contratto per la concessione del Cinema Troisi. Ci sono voluti 1879 giorni da quando la sala è stata abbandonata e 653 giorni da quando l’abbiamo vinta ad un bando pubblico di Roma Capitale, priva di qualsiasi certificazione. Siamo stati quasi in ogni ufficio di questa città, abbiamo portato a termine la prima regolarizzazione urbanistica e catastale di un immobile del Comune, abbiamo effettuato indagini statiche sull’intera struttura e sanato abusi fatti da altri, abbiamo poi autorizzato il nostro progetto di restauro e risanamento conservativo ai Vigili del Fuoco, alla Commissione di Pubblico Spettacolo ed alla Soprintendenza di Stato. Ci siamo ritrovati sommersi da protocolli, PEC, marche da bollo e depositi cauzionali. È vero, abbiamo tre anni in più, ma eccoci qua, ancora insieme per la presa in consegna della nostra prima Sala Cinematografica».

I fatti hanno alimentato il sostegno e non viceversa, sostegno che non è arrivato solo da attori e registi romani,  da Ferzan Ozpetek a Babak Karimi, da Radu Mihaileanu a Asghar Farhadi fino a Pedro Almodovar in tanti nel tempo sono scesi in campo per sostenere la loro battaglia: «I ragazzi del Cinema America sono uno degli esempi più positivi di realtà giovanile, non solo per Roma, ma per l’Italia intera» si legge nell’appello che ha contribuito a scongiurare il rischio di uno stop che si era profilato lo scorso anno.

Ed ora lo stop è arrivato. Si profila uno scenario surreale.

Non trovano alcun fondamento le asserzioni che sostengono che la realizzazione dell’arena estiva in Piazza San Cosimato rappresenterebbe un affidamento diretto che bypassa i bandi.

L’organizzare eventi e manifestazioni temporanee comporta una serie di adempimenti, ma sono iniziative private del tutto legittime che rientrano pienamente nell’esercizio dell’associazionismo e della libertà di espressione, tra i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.

Tutti hanno diritto di richiedere l’occupazione temporanea di suolo pubblico! E questa certo non viene concessa in seguito a Bandi.

Il cinema all’aperto a piazza San Cosimato è una iniziativa dell’Associazione Culturale Piccolo Cinema America, non è mai stata una iniziativa di Roma Capitale, alla quale resta ovviamente il pieno diritto di decidere se rilasciare o negare l’occupazione di suolo pubblico.

Potrebbero scatenare polemiche, giudizi e opinioni saranno certamente diversi e contrastanti, ma senza ombra di dubbio rientrerebbero nella sfera prettamente amministrativa se le questioni sugli eventuali giorni a settimana in cui rispettare il silenzio fossero inserite nelle prescrizioni che condizionino il rilascio dell’occupazione temporanea di suolo pubblico.

Una vera e propria “invasione di campo” rappresenterebbe invece il negare l’occupazione temporanea di solo pubblico per inserire proprio questa piazza nel Bando e non solo perché questa non è mai stata inserita tra i luoghi dell’Estate Romana. Ci sono molte altre piazze che restano deserte, perché invece di valorizzarle le istituzioni pubbliche intervengono castrando un progetto privato che funziona?

A quale principio giuridico risponde la decisione di impedire ad un soggetto privato di realizzare una propria iniziativa su suolo pubblico quando questo ottempera alle normative vigenti?

Sarebbe decisamente più opportuno domandarsi come mai un gruppo di ragazzi, autonomi e indipendenti e senza fondi pubblici, riesce ad offrire due mesi di eventi culturali gratuiti mentre molte iniziative finanziate dai fondi stanziati per l’Estate Romana finiscono per passare inosservate e restano ben lontane dalla cultura partecipata?

Roma Capitale non ha mai versato un euro di contributo e sarebbe davvero paradossale che invece di operare per il pubblico interesse aumentando le occasioni di offerta culturale, si appropriasse di questa iniziativa privata che cammina, anzi magnificamente corre con le sue gambe, per andarla a realizzare per altro con fondi pubblici.

Uno scenario a cui non vogliamo neanche lontanamente credere.

«Spero che le istituzioni vi continueranno a supportare. I ragazzi del cinema America stanno cercando di riaprire le porte del sogno, perché solo quelle ci rimangono».

L’auspicio di Benigni potrebbe anche non avverarsi, ma le porte del sogno sono ormai spalancate e siamo convinti che i Leones continueranno a ruggire.

Massimo Gazzè

Author: Massimo Gazzè

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.