CASA AFRICA
Assistenza e battaglie civili

L’intervista a “Mamma Africa”

Arrivata dalla Somalia nel 1977 Gemma Vecchio per il suo amorevole e concreto impegno si è conquistata sul campo questo affettuoso soprannome

di Francesca Romana Torre

Nata nel 2009 per assistere i migranti africani arrivati in Italia, negli ultimi 40 anni l’associazione umanitaria Casa Africa ha espanso la sua area di intervento, diventando un punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno di supporto economico e psicologico nella Capitale.

Una delle fondatrici dell’associazione è Gemma Vecchio, ogni giorno attiva in prima linea sul fronte dell’assistenza, mossa unicamente dalla volontà di gettare le basi per una società più giusta e integrata, in cui tutti i cittadini del mondo possano convivere senza discriminazioni. Arrivata in Italia dalla Somalia nel 1977, Gemma ha guadagnato negli anni il soprannome di “Mamma Africa“.

«Appena arrivati a Roma io e i miei connazionali non eravamo considerati rifugiati, ma clandestini – racconta Gemma – molti dei quali non avevano la possibilità di alloggiare, di cucinare, di indossare abiti nuovi. La comunità si iniziò a radunare in Campo dei Fiori, nella parrocchia di un sacerdote eritreo molto attivo».

Dagli Settanta ad oggi, l’emergenza si è estesa a tutte le nazionalità e le categorie sociali. “Aiutiamo tantissimi senza tetto italiani – continua Gemma – ma anche studenti e stranieri provenienti da altri continenti. Se qualcuno ha bisogno di una mano, noi ci siamo”.

Alla mission assistenziale, Casa Africa associa anche un preciso attivismo sociale.

«Abbiamo iniziato a parlare di Ius Soli molto prima che diventasse un argomento utile ai politici. Noi vogliamo contribuire realmente all’andamento economico del Paese, per questo aderiamo e promuoviamo la campagna lanciata da #Italianisenzacittadinanza».

La campagna, culminata nella manifestazione del 13 ottobre in Piazza Montecitorio, è stata lanciata da un folto gruppo di insegnanti, genitori, alunni e cittadini sensibili al tema per ribadire – una volta per tutte – che “chi cresce in Italia è italiano”. Una società complessa, in cui le tradizioni locali si mischiano e si arricchiscono della presenza di chi viene da lontano, ma anche un Italia in cui la deriva razzista sia realmente arginata, attraverso riforme che garantiscano i diritti di tutti coloro che ci vivono: ecco il messaggio del “Cittadinanza Day”.

«Non vogliamo essere strumentalizzati – precisa Gemma Vecchio – da quei politici che si inseriscono nel dibattito solo perché sono a caccia di voti».

Il percorso da fare, sottolinea l’attivista, è ancora lungo.

«Basti pensare a ciò che è successo in Piazza Indipendenza, di cui già non si parla più”. Di storie, Gemma ne conosce tante: “Sono in contatto con una signora, cittadina italiana, che viveva nei locali di Piazza Indipendenza. Per vivere fa la badante, ma ormai ha più di 70 anni e il fisico è stanco. La mattina del 24 agosto era in giro per la città per cercare un nuovo lavoro: al suo ritorno a casa ha trovato i sigilli. Ora vive in mezzo alla strada».

Iscriversi all’associazione Casa Africa è semplice, basta compilare il form sul sito e partecipare alle attività.

Francesca Torre

Author: Francesca Torre

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.