Sulle orme de
La Grande Bellezza

Oscar per il migliore film straniero, “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino
è interamente girato in palazzi, terrazze, giardini notissimi o segreti

Ripercorrere alcune sequenze del film in un itinerario nella città non può che iniziare dalla prima scena del film, alla fontana dell’Acqua Paola, il “Fontanone”, del Gianicolo, scenografica ‘mostra’ dell’acqua di Bracciano fatta arrivare a Roma da Paolo V Borghese nel ‘600, che si ispira agli archi trionfali romani con tre arcate e gli angeli reggistemma firmati Ippolito Buzio.

Il tempietto del Bramante in San Pietro in Montorio, sempre sul Gianicolo, in via Garibaldi, fa da scena all’incontro fra Jep e la madre in cerca della figlia che si è nascosta. Il monumento si trova in uno dei due chiostri del convento sopra citato e divenne a Roma un modello per l’architettura del primo ‘500.

Oltrepassato il Tevere, a Via Giulia, la strada che papa Giulio II volle agli inizi del ‘500 per il rinnovamento di Roma, abitano Viola, cara amica di Gambardella, e il figlio, in Palazzo Sacchetti progettato dal Sangallo nel 1533 per sé, e passato poi ai Sacchetti, al suo interno ci sono opere di Francesco Salviati e Pietro da Cortona.

Poco distante, a Palazzo Pamphilj, Jep si reca dopo aver attraversato piazza Navonadeserta nella notte, con una ripresa più particolareggiata, sul lato ovest, della chiesa barocca di Sant’Agnese in Agone, per accompagnare a casa Orietta/Isabella Ferrari.

La festa per il sessantacinquesimo compleanno del protagonista si era svolta in una terrazza tra Via Bissolati e Via Sallustiana, a un passo da Via Veneto e da Villa Medici;

Il giardino Villa Medici, l’elegante residenza cinquecentesca sulla collina del Pincio in viale della Trinità dei Monti, fa da sfondo alla passeggiata notturna di Ramona/Ferilli e Jep/Servillo con Stefano, una sorta di san Pietro con le chiavi che aprono palazzi e giardini.

Una delle chiavi apre Palazzo Barberini, dove la fioca luce illumina la Fornarina di Raffaello, spostata per l’occasione in un ampio salone; un’altra, enorme chiave, apre la famosa serratura che inquadra la cupola di San Pietro attraverso il giardino dei Cavalieri di Malta sull’Aventino, nella settecentesca piazza progettata da Piranesi.

Siamo ormai lontani dal centro di Roma, ma vicini ad un altro set insospettabile: la festa a casa di Lillo, collezionista di arte contemporanea, è a Via di Villa Pepoli, stradina nascosta ed esclusiva a San Saba poco oltre l’Aventino, anche nella realtà casa museo di un collezionista di arte contemporanea, fatta costruire negli anni ’80 del ‘900 proprio per ospitare la propria collezione; la stessa casa, ma nel giardino, è il teatro della performance della bambina action painter.

Contemporaneo è anche il rarefatto atelier dove Gambardella assiste la Ferilli nelle prove di un abito per il funerale del figlio dell’amica Viola, adagiato su divano di pietra, in un insospettabile Salone delle Fontane all’Eur, a un passo dal palazzo delle Esposizioni e dal Viale Europa, la via dello shopping dell’Eur.

Il Parco degli acquedotti, nel Parco regionale dell’Appia antica, assiste silenzioso e imponente nel suo verdeggiare alla performance di Talia Concept, folle artista che dà testate a una delle antiche pietre. Il Parco, compreso tra via Appia e via Tuscolana, è caratterizzato da sette acquedotti (Anio Vetus, Anio Novus, Aqua Marcia,Tepula, Iulia, Aqua Claudia e Acquedotto Felice)

Alle Terme di Caracalla (Thermae Antoninianae), uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali dell’antichità, inaugurato nel 217 d.C., si svolge la scena sicuramente più felliniana de La Grande Bellezza: un amico di Jep che fa il prestigiatore sta cercando di far sparire una giraffa.

Il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia in piazzale di Villa Giulia, ospita nel film la mostra di un artista Ron Sweet a cui Jep sembra non essere interessato, ma poi rimane stregato dalla bellezza del contesto e del monumento.

Nel portico rinascimentale con la fontana di Palazzo Taverna degli Orsini, in via dei Gabrielli, i protagonisti cercano l’anziana suora chiamata “la santa”; Palazzo Spada, in piazza Capo di Ferro, regala a un’inquadratura la prospettiva borrominiana del suo ingresso; Palazzo Braschi, Sede del Museo di Roma tra piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II, è utilizzato dal regista per alcune scene interne. Nella cappella e forse nello scalone si riconosce la mano di Giuseppe Valadier; Mentre Palazzo Altemps, situato in piazza di Sant’Apollinare e sede del Museo nazionale romano,  ha regalato alle riprese molte delle sue opere.

Rimane da scoprire la casa del protagonista, con la sua privilegiata e ravvicinatissima vista del Colosseo: siamo a Piazza del Colosseo, all’angolo di Via Capo d’Africa, nel palazzo con il piccolo frontone sulla terrazza dell’attico, certamente la migliore prospettiva per godere del Colosseo, simbolo della romanità, nella sua magnificenza e nelle sue profonde ferite. Il Colosseo non può mancare in nessun film su Roma, né tanto meno nella Grande Bellezza in cui costituisce quasi il logo. Infatti l’attico di Jeep Gambardella si affaccia direttamente sull’Anfiteatro Flavio che, nella luce del giorno ma più spesso della notte, appare come una visione.

Infine la statua del Marforio, nel cortile del Palazzo Nuovo ai Musei Capitolini, una delle sei statue parlanti di Roma, famose per il loro ruolo di portavoce delle denunce contro il potere costituito cui il popolo di Roma consegnava i propri messaggi satirici, viene usata nella locandina del film e fa da sfondo ( ma è una ricostruzione) a Jep vestito di giallo e di bianco seduto su una panchina marmorea.

 

Itinerario 1 (durata circa 3 h)

– Palazzo dei Penitenzieri
– Palazzo Sacchetti
– Palazzo Taverna
– Palazzo Altemps
– Piazza Navona (con Palazzo Pamphilj, Chiesa Sant’Agnese in Agone)
– Palazzo Braschi
– Palazzo Spada
– Muraglioni del Tevere da Ponte Sisto
– Tempietto del Bramante
– Fontanone
– Gianicolo

Itinerario 2 (durata circa 3h)
– Terme di Caracalla
– Casa Pino Casagrande Aventino (non visitabile)
– Santa Maria del Priorato
– Santa Sabina
– Giardino degli Aranci
– Anfiteatro Flavio Colosseo/ Casa Jep Gambardella
– Musei Capitolini
– Angelicum
– Palazzo Brancaccio
– Scala Santa
– Cimitero monumentale del Verano

Itinerario 3 (durata circa 2h)
– Palazzo Barberini
– Via Bissolati
– Via Veneto
– Villa Medici
– Villa Giulia

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