Ahmad
Ejaz

 

Figli del futuro

Giornalista e mediatore culturale nelle scuole, membro laico della consulta per l’Islam, l’italo-pakistano Ahmed Ejaz  ha fondato l’associazione “Nuove Diversità” e il giornale Azad” che in lingua urdu significa “libero”.

Un riferimento a un giornalismo senza censure, ma anche un giornale che riempie il vuoto lasciato dai media italiani, che sembrano ignorare le esigenze e la vita delle diverse comunità che vivono nel nostro Paese. Un giornale online, anche se per molti anni è stato stampato, che raggiunge migliaia di pakistani in Italia. Viene letto anche in Pakistan da chi è interessato all’emigrazione in Italia.: «Parla di problemi legati all’immigrazione, permesso di soggiorno, cittadinanza, patente italiana, contiene le guide, tradotte in Urdu, su come inserire un bambino in una scuola, cos’è il numero blu, il numero verde, quali sono i diritti della donna in Italia (molti uomini mi dicono di non scrivere sui diritti delle donne, perché se lo leggono le loro mogli si creano problemi…)».

Arriva in Italia alla fine degli anni Ottanta, giovane oppositore al regime militare che si era instaurato in Pakistan, oggi Ejaz è corrispondente della testata Tehqiq Nama. Un vissuto importante, caratterizzato da partecipazione e impegno fin dai primi anni Novanta, dalla occupazione della Pantanella che Ejaz definisce «il primo centro di accoglienza creato dalla società civile romana».

Nel febbraio del 2017 è tra i firmatari del “Patto Nazionale per un Islam Italiano” espressione di una comunità aperta, integrata e aderente ai valori e principi dell’ordinamento repubblicano.: «Nella formazione degli imam non si imparerà la legge del Corano ma di trasparenza, sicurezza, mediazione interculturale, apertura verso le comunità non islamiche. Anche da parte delle nostre 800 moschee, che diventeranno luoghi di culto aperti e non chiusi, interagenti con le comunità locali».

Nella nostra meravigliosa città ha trovato anche l’amore. Ha sposato una romana e dalla loro unione sono nati Jacopo e Ludovico ma Ejaz è l’unico della sua famiglia a praticare il digiuno durante il Ramadan. La moglie Valentina è atea, e i loro bimbi sono “figli del futuro”: «Per il momento non fanno il Ramadan, sono troppo piccoli. Conosceranno entrambe le culture e decideranno loro».

 

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