Agenda Brasil. Al cinema Apollo 11 i grandi capolavori del cinema brasiliano

Il festival. La rassegna Agenda Brasil, il festival del cinema brasiliano a Roma, che si tiene presso il cinema Apollo 11, organizzata dall’associazione culturale Vagaluna, presenta pellicole che descrivono la difficile realtà brasiliana. L’interessante viaggio nel Paese sudamericano propone un finale di alto livello mercoledì 29 novembre con la proiezione dei film Redemoinho (2016) di Jose Luiz Villamarim e Por tras do ceu (2016) di Caio Soh.

In precedenza erano stati presentati Big jato (2016) di Claudio Assis e Central (2017) di Tatiana Sager e Renato Dornelles (8 novembre), Os incontestàveis (2016) di Alexander Serafini e Chico artista brasileiro (2015) di Miguel Faria Jr (14 novembre), A colecao invisivel (2013) di Bernard Attal e A historia da eternitate (2014) di Camilo Cavalcante (22 novembre).Redemoinho è una pellicola su due amici che si ritrovano nella cittadina dello stato del Minas Gerais dove sono cresciuti e ricordano la loro adolescenza tra boccali di birra, ricordi e traumi passati e mai dimenticati mentre Por tràs do céu è il racconto di una fuga da un paese oppresso dalla povertà di una coppia costretta alla vita dei campi e angariata da un padrone tirannico. Un nuovo orizzonte si apre per loro con il trasferimento in una grande città.

Il cinema brasiliano. La cinematografia brasiliana ha dimostrato negli anni una grande vivacità creativa a cominciare dai successi di Alberto Cavalcanti (O canto do mar è presente in concorso al Festival di Cannes del 1954) fino al trionfo internazionale di Central do Brasil (1998) di Walter Salles. Tra i primi grandi registi del Paese sudamericano Alberto Cavalcanti accumulò una grande esperienza in Europa: in Francia sia come scenografo per Marcel L’Herbier per Futurismo e Il fu Mattia Pascal che come regista con Rien que le heures (1926), racconto di una giornata in una grande metropoli come Parigi ed En rade (1927) sia in Gran Bretagna dove realizza importanti documentari. Tornato in Brasile alla fine degli anni Quaranta gira O canto do mar (1953), pellicola che precorre il movimento Cinema Novo. Personalità di spicco del Cinema Novo è Glauber Rocha che fonda la sua opera su di un’estetica della fame che racconta la drammatica condizione di miseria e disperazione del Nordest brasiliano e ha il suo momento più alto con Il dio nero e il diavolo biondo (1964). L’ostilità delle autorità e la repressiva azione della censura spinsero Rocha ad abbandonare il Brasile. La povertà del Nordest del Paese è anche al centro dell’opera di Nelson Pereira dos Santos che in Vidas secas (1964) descrive la giornaliera lotta per la sopravvivenza di due contadini e di quella di Ruy Guerra che in I fucili (1963) affronta il dramma della fame degli abitanti di alcune parti del Brasile. Importante è anche la filmografia del regista argentino naturalizzato brasiliano Héctor Babenco che ottiene una nomination all’oscar con Il bacio della donna ragno (1985) drammatico racconto dell’amore omosessuale di due carcerati ambientato nel periodo della dittatura militare brasiliana. Walter Salles (I diari della motocicletta, On the road) con Central do Brasil effettua il resoconto del viaggio di un’insegnante in pensione e di un bambino all’interno di un Brasile affamato ma capace di reagire alla disperazione con un’allegra voglia di vivere. Fernando Meirelles nel 2002 con City of God mostra la violenza delle favelas di Rio de Janeiro tra criminalità e narcotraffico.

29 Novembre 2017
Agenda Brasil – il festival del cinema brasiliano a Roma
Cinema Apollo 11 – Via Nino Bixio, 80/A
orari: 19:00 – Redemoinho di José Luiz Villamarim / 21:00 – Por tràs do céu di Caio Soh
infoline: 339 2674365
www: www.apolloundici.it

Fabio Penna

Author: Fabio Penna

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