About Us

Risale al novembre del 2015 la formalizzazione della nostra proposta di realizzare una iniziativa editoriale denominata CULTUR+, la quale “attraverso una vera e propria piattaforma informatica, oltre a promuovere gli eventi e le manifestazioni culturali, possa rappresentare uno strumento di aggregazione per facilitare collaborazioni, sinergie ed economie di scala, fornendo anche specifici servizi di assistenza e supporto agli operatori del settore impegnati nella produzione di eventi culturali nel territorio del centro storico capitolino“.

La nostra iniziativa è scaturita dalla volontà di supportare lo sforzo intrapreso sin dal settembre 2013 dal Municipio Roma I Centro brillantemente guidato dalla Presidente Sabrina Alfonsi. Cercare di mettere in rete gli operatori artistici, culturali e turistici non era solo un buon proposito, una buona idea, ma finalmente una iniziativa concreta ed efficace.

Riconoscere all’allora Assessore alla Cultura del Primo Municipio  Andrea Valeri, la sola paternità del nome che abbiamo scelto per la nostra rivista sarebbe estremamente riduttivo. La capacità di mettere insieme le persone, di unire le forze, di spingere alla collaborazione, di alimentare le sinergie e di indirizzare gli sforzi, sono qualità sempre più rare, anche se più di altre, in grado di incidere sulla realtà con effetti concreti e duraturi che superano i limiti temporali di un mandato politico.

Le diverse e partecipate assemblee generali, intitolate appunto CULTUR+ hanno visto protagonisti centinaia e centinaia di operatori culturali che insieme alle istituzioni locali hanno delineato strategie e alimentato relazioni che ancora oggi continuano, stimolando il tessuto della produzione culturale di questa città.

Con difficoltà e sacrifici, ma anche con grande passione ed entusiasmo, e perché no, un pizzico di orgogliosa “follia”, abbiamo continuato e continuiamo a supportare questo ambizioso progetto, unendo le forze, mettendo insieme le disponibilità, energie, intelligenze, risorse e volontà, con l’obiettivo di rendere tangibile e dotare di uno strumento concreto ed efficace il “Distretto Culturale Evoluto” del Municipio Roma I Centro, del quale, come soggetto privato interessato alla  politiche culturali e come organizzazione che eroga servizi culturali e alla cultura, ci consideriamo una delle sue molteplici previste articolazioni.

Nel mentre il nostro progetto editoriale ha visto allargare i suoi orizzonti, in questo delicato e complesso periodo che stiamo vivendo, anche su impulso di Cinzia Guido, attuale Assessora alla Politiche Culturali e al Turismo del Municipio Roma I Centro, il “Plus” è infatti diventato sinonimo di intercultura e diritti umani. Roma può e deve deve tornare ad essere un faro di civiltà, una “Capitale interculturale“.

Il progetto CULTUR+ si è quindi arricchito del prezioso contributo di attivi esponenti delle molteplici comunità residenti nella nostra meravigliosa città, insieme ai quali abbiamo dato vita alla prima edizione del Roma Intercultural Festival che, anche se in misura ridotta rispetto alle aspettative, si è svolto dal 5 al 12 ottobre 2018 alla Città dell’Altra Economia a Testaccio.

Doveroso raccontare come è nata la nostra iniziativa, ma è altrettanto doveroso chiarire e sgomberare il campo da ogni possibile equivoco e illazione: ogni supporto e sostegno ricevuto dalle istituzioni è sempre e solo stato di stimolo, di pura natura relazionale e strategica. Proprio come il Patrocinio morale che nel dicembre del 2016 abbiamo ricevuto dal Municipio Roma I Centro per il progetto editoriale CULTUR+ una attestazione di apprezzamento e di adesione che viene rilasciato ad iniziative ritenute meritevoli per le loro finalità sociali, culturali, artistiche, storiche e umanitarie.

Scriveva negli anni ’70 un grande maestro del XX secolo come Mattia Moreni: «Una buona condizione per capire mi sembra quella di non aver nulla da difendere». E se questo ha la sua importanza nella pittura figuriamoci quando parliamo del mondo dell’informazione. In più, come giustamente sosteneva una grande paladina dei diritti umani come Adele Faccio«Per essere liberi non solo bisogna non avere nulla da perdere, ma anche e soprattutto non avere nulla da guadagnare“.

Non abbiamo mai ricevuto e mai chiederemo denaro pubblico per la nostra iniziativa editoriale. Non abbiamo sponsor occulti, siamo liberi da interessi di partito e lontani da potentati economici. Non perseguiamo scopo di lucro e vogliamo restare indipendenti, alternativi e lontani dalle logiche del profitto. A noi interessano le cose che contano, ma siamo attratti soprattutto da quelle che non si possono contare.

Massimo Gazzè
Presidente del Network Arene di Roma